Ragazza violentata in casa, un arresto

16 Ottobre 2021

Il giovane, in attesa del permesso di soggiorno, era ospite della pescarese e del fidanzato in un appartamento a Francavilla

PESCARA. Finisce in carcere per violenza sessuale su una ragazza pescarese di 23 anni, un camerunense di 27 anni, A.A.A., che da un paio di settimane era ospite della vittima e del suo coinquilino, in attesa di ricevere il permesso di soggiorno.
I fatti si sarebbero verificati in un appartamentino di Francavilla al Mare la mattina del 6 ottobre scorso, come avrebbe riferito la giovane vittima agli agenti del posto fisso di polizia in ospedale dove la ragazza si era recata per farsi medicare il giorno dopo la violenza. Il 9 ottobre parte la denuncia in questura nella quale la vittima ricostruisce nei particolari quella drammatica avventura.
Era tornata a casa in orario mattutino e aveva stranamente trovato ancora in casa il camerunense. Lei va a farsi la doccia e l'uomo entra con la scusa di andare in bagno. Poi però si spoglia ed entra nella vasca nonostante gli inviti della ragazza ad andare via. La stanza è molto angusta e lei tenta la fuga saltando sopra la lavatrice, ma viene bloccata dall’uomo. Non avendo via di scampo la vittima finge di essere consenziente e invita il camerunense ad andare nell’altra stanza da letto: un diversivo, un modo per prender tempo e tentare da lì la fuga dalla finestra (posta quasi a livello della strada), ma viene ripresa e strattonata. Piange, strilla, si dimena e a quel punto l’uomo decide di desistere e si riveste. Insieme escono per andare in monopattino sul posto di lavoro del ragazzo che condivide l'appartamento con la vittima. Ma il camerunense si ferma prima e la ragazza è finalmente libera di andare dal compagno e raccontargli l’accaduto.
Quest’ultimo minaccia sui social il camerunense che nel frattempo torna nell’appartamento e ne esce dalla finestra dalla quale era entrato (non avendo le chiavi), con un borsone: si dà alla fuga, ma viene visto da una coinquilina. La polizia nel frattempo inizia a ricostruire ogni aspetto della vicenda, fino a quando arriva la telefonata del padre della vittima che riferisce alla polizia di aver rintracciato il camerunense a Pescara, in via De Amicis. La squadra Mobile arriva sul posto e arresta il presunto violentatore che agli agenti riferisce di aver passato gli ultimi giorni in una struttura abbandonata a Montesilvano. I responsabili della Caritas si erano attivati per far ottenere all’uomo il permesso di soggiorno e ci erano riusciti. La vittima e il suo compagno lo avevano conosciuto l’estate scorsa, perché avevano lavorato per qualche tempo insieme in un locale e quindi avevano acconsentito a ospitarlo per qualche giorno. La vittima riferì agli agenti che non si era mostrato pericoloso, anche se beveva molto e fumava canne in continuazione. Arrestato il 12 ottobre, due giorni dopo viene portato in tribunale per la convalida del fermo chiesta dal pm Fabiana Rapino ed effettuata dal giudice Antonella Di Carlo che ne dispone l’arresto in carcere, dichiarando contestualmente la propria incompetenza territoriale e spedendo tutti gli atti alla procura di Chieti, visto che i fatti si sono verificati nella casa di Francavilla al Mare. Nel 2018 il camerunense era stato indagato, sempre a Pescara, per una violenza sessuale.
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