Ragazze prese a pugni in strada: l’aggressore scoperto dopo 3 anni

15 Gennaio 2020

L’uomo, 30 anni, pescarese, è stato riconosciuto dalle vittime con un confronto all’americana Il 4 febbraio comparirà davanti al giudice: è accusato di rapina, violenza privata e lesioni personali

PESCARA. L’udienza è stata fissata nello stesso giorno in cui avvenne l’aggressione: martedì 4 febbraio compare davanti al gup Giuseppe Melluso, 30enne pescarese che, il 4 febbraio del 2017, aggredì senza alcun motivo almeno tre ragazze nella zona di Porta Nuova. Proprio la scorsa settimana è stata fissata l’udienza: l’aggressore, difeso dall’avvocato Andrea D’Alò, comparirà davanti al gup Elio Bongrazio per rispondere di rapina, lesioni e violenza privata.
I FATTI Quel sabato di tre anni fa, Serena Martini, studentessa di Architettura, sta passando su viale D’Annunzio. Intravede una persona che la intimorisce. Attraversa la strada, e all’incrocio con via De Cecco si sente afferrare alle spalle. Cade a terra, e mentre l’aggressore con una mano la blocca, con l’altra le dà dei pugni. «Perché? Perché?», grida più volte lei. Non riceve risposta. Vede le macchine passare ma nessuno sembra accorgersi di nulla.
Quando, dall’altro lato di viale D’Annunzio, vede le luci di una volante, il picchiatore si dà alla fuga, portando con sé il cellulare di Serena che era caduto a terra. A chiamare la polizia sono state altre due ragazze, che poco prima avevano rischiato di subire la stessa sorte: le due erano però riuscite a divincolarsi, ad allontanare l’aggressore e, appunto, ad avvertire il 113.
LE INDAGINI Serena va in pronto soccorso, dove le vengono diagnosticati dieci giorni di prognosi per le ferite al volto e a una gamba. La polizia raccoglie la denuncia. Le prime indagini però non sortiscono effetto. Le telecamere della zona hanno comunque ripreso l’aggressore. E non una sola volta: almeno in un’altra occasione viene visto avvicinare una ragazza con lo stesso fare minaccioso. Ci sono poi le altre due aggredite, che non hanno sporto denuncia.
Un aggressore seriale quindi, pronto a menare le mani senza ragione apparente. Per di più nei confronti di ragazze sole e in piena notte. Le indagini tuttavia non giungono ad alcuna conclusione, e viene comunicato a Serena che il procedimento sarà archiviato.
IL CASO RIAPERTO È a questo punto che Serena si rivolge a un avvocato, Sara Aliberti, che chiede e ottiene un supplemento di indagini disposto dal gip Antonella Di Carlo. Viene inoltre contattata la trasmissione “Chi l’ha visto?”, che si occupa del caso: intervista Serena e rilancia l’appello dell’avvocato Aliberti a chiunque avesse visto in quei giorni qualsiasi cosa utile a identificare l’aggressore. Vengono intervistati avventori e gestori dei locali del centro. Il programma televisivo viene poi contattato da un’ulteriore testimone, che rilascia delle dichiarazioni, girata di spalle alla telecamera.
L’IDENTIFICAZIONE Le nuove indagini, portate avanti dalla squadra mobile diretta da Dante Cosentino, danno i loro frutti. Nel frattempo c’è anche quello che sembra un tentativo di depistaggio: una lettera anonima indica un minorenne come l’aggressore. Il suo, però, è un volto che non dice nulla a nessuna delle ragazze coinvolte. Le indagini vanno avanti: gli agenti individuano una serie di sospetti, dei quali la polizia scientifica confronta la sagoma con quella ripresa dagli apparecchi di videosorveglianza.
Spuntano altre testimonianze. Alla fine si arriva a Melluso, pescarese già noto alle forze dell’ordine. Decisivo è il confronto all’americana: il sospettato viene messo insieme ad altre persone dietro a un vetro oscurato e, una alla volta, Serena e le altre due aggredite, dall’altro lato lo riconoscono. Per tutte e tre è lui l’uomo che, la notte del febbraio 2017, gira Porta Nuova con un giaccone largo e qualcosa di simile a una catena, o un grosso portachiavi, che penzola dai pantaloni.
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