«Ragazzi, denunciate sempre le violenze»

11 Marzo 2022

Gli studenti del Tito Acerbo a lezione di legalità con il tenente Rolando, comandante dei carabinieri

PESCARA. Ha cominciato parlando della violenza tra i giovani, condannandola senza se e senza ma. E poi ha proseguito con altri due temi di stringente attualità, e cioè la droga, che rischia di affascinare i più giovani, e la violenza sulle donne, che non conosce età e che va sempre denunciata.
Il comandante della compagnia carabinieri di Pescara, Giovanni Rolando, mercoledì mattina ha indossato i panni del docente, per un paio di ore. Attorno alle 9 è salito in cattedra all’istituto tecnico Tito Acerbo per incontrare gli studenti, parlando con loro, rispondere alle loro domande. Con lui c’erano il dirigente scolastico, Carlo Di Michele e alcuni insegnanti. Ad ascoltarlo 280 studenti, tutti delle terze classi, di cui solo una trentina in presenza, gli altri collegati tramite pc.
Il tenente Rolando ha preso spunto dall’accoltellamento avvenuto all’esterno dell’istituto il 10 febbraio, durante una rissa tra ragazzini, e ha detto che «non è ammissibile che si vada a scuola armati. Qui si viene per imparare e non per fare la guerra», ha sottolineato. Si è poi soffermato sul problema della droga invitando in particolare le ragazze a «prestare molta attenzione» perché la droga dello stupro può rivelarsi pericolosissima. «È importante non accettare bevande e null’altro dagli estranei, perché queste droghe dell’amore sono inodori e insapori e mentre il Ghb è come uno sciroppo l’Mdma, cioè l’ecstasy, è una comune una pillola solubile in acqua o con in qualsiasi bevanda» per cui possono essere somministrate senza la vittima se ne accorga. Soffermandosi sulla violenza contro le donne ha parlato di un episodio di qualche giorno fa: un 23enne ha colpito con una bottiglia la fidanzata, dopo una lite, e l’ha ferita. L’invito è «a denunciare sempre, riferire qualsiasi cosa, anche se non si è direttamente interessati». La curiosità dei giovani è stata grande, e lo dimostrano le tante domande ricevute dal rappresentante dell’Arma che sta incontrando le scolaresche per parlare di legalità. Ieri è emerso, tra l’altro, che dalla società arriva un messaggio di debolezza delle donne, una sorta di sottomissione agli uomini. E sanno bene che dietro allo spaccio al minuto ci sono traffici che arrivano da lontano: per cui ci chiedono se si può fermare una macchina così grande. (f.bu.)