«Ragazzi, diffidate sempre delle mafie»

3 Maggio 2022

Al comprensivo 4 la lezione di Pinuccio Fazio, padre di Michele, ucciso per errore a Bari. «Il primo rischio è il bullismo»

PESCARA. «Non entrate nelle mani delle mafie, perché chi lo fa non ha via di uscita: o finisce in carcere o al cimitero». A Pescara l’appello agli studenti dell’istituto comprensivo 4 è partito da Pinuccio Fazio, padre di Michele, il 15enne ucciso a Bari la sera del 12 luglio del 2001, quando un proiettile vagante lo ha raggiunto e finito tra i vicoli di Bari vecchia. Stava rientrando a casa, doveva cenare con la famiglia, ma non ci è mai arrivato perché è stato raggiunto da uno dei colpi esplosi in un regolamento di conti fra bande rivali della Sacra Corona Unita. Da allora il padre gira l’Italia per parlare con i giovani, educarli, e lo ha fatto anche ieri nell’ambito del Premio Borsellino.
Ad accoglierlo, insieme al fondatore del Premio, Leo Nodari, c’era il questore di Pescara, Luigi Liguori, che riuscì, quando era a capo della squadra mobile di Bari, ad arrestare gli autori dell’omicidio. Ieri i due si sono abbracciati davanti alla scuola di Pescara, sotto gli occhi della dirigente Daniela Morgione. «Dal punto di vista investigativo fu una esperienza molto bella, che conservo», ma non fu affatto così «sotto il profilo umano», ha detto Liguori, perché un ragazzino aveva perso la vita. E poi accade di nuovo, sempre a Bari, a Gaetano Marchitelli, ucciso per errore a 15 anni. «Non è bello vedere il corpo di un bambino massacrato», ha sottolineato Liguori.
Fazio non perde occasione per contrastare l’avanzata della criminalità. «Chi fa uso di droga», ha detto ieri, «non fa altro che aiutare la criminalità a crescere. E chi fa il bullo in classe, comincia ad essere un piccolo mafioso», ha fatto notare ai ragazzi raccontando loro la storia del figlio ed esortandoli a non cadere nelle maglie della criminalità ma anche a saper perdonare.
Liguori ha colto l'occasione per ringraziare gli studenti della scuola di via Milano che hanno aderito al progetto PretenDiamo Legalità di quest'anno, dimostrando grande sensibilità ed attenzione verso l'argomento. «Consentiamo ai ragazzi di conoscere chi si è messo contro la mafia e li aiutiamo a crescere, a strutturare meglio la loro personalità», ha commentato la dirigente scolastica. (f.bu.)