Ragazzi pestati, appello a Meloni I genitori: «Ora basta violenze»
I familiari dei giovani picchiati vicino ai locali della movida scrivono una lettera alla premier «I nostri figli vivono nella paura, bisogna fermare i responsabili che continuano a imperversare»
PESCARA. Dopo le aggressioni avvenute a Chieti Scalo, a pochi passi dai locali della movida, i genitori delle vittime, tutti ragazzi tra i 19 e i 24 anni, chiedono che non si ripetano più altri fatti di violenza. Chiedono soprattutto che i responsabili, alcuni dei quali sempre gli stessi, e fra l’altro già conosciuti, siano messi nelle condizioni di non fare ancora del male. Nella notte fra venerdì e sabato, a finire in ospedale è stato un 19enne di Pescara, che era in compagnia di amici. Tre ragazzi – due 18enni, uno di Manoppello e l’altro di Francavilla, e un 19enne che vive a Chieti –, poi identificati e denunciati, senza motivo l’hanno colpito ripetutamente fino a farlo cadere. Durante il pestaggio, dicevano: «Andate via da Chieti». E poi come se non bastasse, i tre hanno rubato la macchina con cui il 19enne e i suoi amici erano arrivati allo Scalo. Nella stessa notte, è stato picchiato anche un 24enne di Vasto che era con la fidanzata. Due settimane prima, la notte del 7 maggio, era toccato a due cugini di Pescara, un 21enne e un 19enne. La storia, sempre la stessa. Sono stati picchiati e derubati, all’uscita di una discoteca, in cui avevano trascorso la serata.
«Non è possibile che, ogni fine settimana, devono accadere fatti di questo genere e sempre nello stesso posto. Vanno prese iniziative», sottolinea su tutte le furie il papà del 21enne. Fra l’altro uno dei giovani, che ha picchiato mio figlio e mio nipote e, sabato scorso, l’altro pescarese di 19 anni, era già sottoposto al Daspo Willy. Vicino ai locali della movida, quindi, lui non ci sarebbe dovuto stare. Cosa si sta aspettando? Che altri ragazzi ancora vengano pestati a sangue? Mio figlio, a 21 anni, vive nella paura. Dopo quello che gli è accaduto, non vuole uscire più la sera. Per non parlare delle conseguenze fisiche. Ha due vertebre spostate, continui giramenti di testa causati da traumi all’orecchio». Nei giorni immediatamente dopo il pestaggio, il papà ha avuto un incontro con il sindaco di Pescara, Carlo Masci: «Il sindaco», dice, «è stato gentilissimo. Mi ha messo in contatto con la prefettura di Chieti e poi ho avuto un colloquio con il comandante provinciale dei carabinieri. Sono stati tutti estremamente disponibili. Ma il punto», sottolinea, «è che non dipende da loro. Loro fanno il possibile. Dipende purtroppo dai limiti delle leggi. Per questo ho scritto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ho lasciato un messaggio sul suo profilo Instagram su cui fra l’altro c’è la foto di Willy Monteiro. Ho scritto a lei anche perché è una mamma e può capire come stiamo, in che angoscia viviamo. Da cittadini italiani noi genitori vogliamo essere tutelati. Non è possibile, ripeto, che ragazzi già segnalati vadano in giro a massacrare di botte. Chiediamo aiuto».

