Ragazzine sorprese a rubare in casa

29 Maggio 2016

Forzano la porta blindata con una bottiglia di plastica, ma il proprietario le insegue e le fa bloccare dai carabinieri

MONTESILVANO. Con una bottiglietta di shampoo in plastica tagliata a metà e tre cacciaviti sono riuscite ad aprire la porta blindata e a entrare in un appartamento al secondo piano di un palazzo in via Grecia per rubare oro, soldi e le chiavi di una macchina.

Lo hanno fatto intorno alle 17 di venerdì scorso. Ma il proprietario di casa, steso sul letto a riposare, ha sentito i rumori e, quando è andato in soggiorno per controllare, si è trovato davanti due ragazzine ladre: una di 18 anni e l’altra di 15, provenienti da Roma. Due adolescenti insospettabili, faccia pulita e vestiti da adolescenti: nessuno del condominio si sarebbe insospettito per la loro presenza nel palazzo. Loro sono scappate di corsa per le scale e poi in cortile: il padrone di casa le ha inseguite in strada e ha chiamato i carabinieri. In un pugno di minuti le ladre sono state prese. Avevano i cacciaviti e i pezzi di plastica usati per forzare la porta nascosti nel reggiseno insieme a un anello d’oro e alle chiavi dell’auto. Sono già libere: ieri la maggiorenne, Eva Dragutinovic, ha patteggiato una pena di un anno e 6 mesi nel processo per direttissima dopo una notte passata in caserma; la minorenne è stata portata in un centro di prima accoglienza all’Aquila.

Sono sempre più giovani e senza paura i ladri che agiscono a Montesilvano: lo dicono gli ultimi interventi dei carabinieri, guidati dal capitano Vincenzo Falce, che si ritrovano a fare i conti con gli apprendisti della criminalità di strada. Oltre alle due adolescenti, tre giorni fa è stato bloccato un dodicenne mentre rubava in una casa di via Ticino – lo stesso ragazzino già sorpreso qualche giorno prima a spaccare la vetrina di un negozio di cellulari – mentre una ragazza di 23 anni è stata trovata nella zona del borgo di Montesilvano colle con una borsa piena di arnesi da scasso pronta a mettere a segno un furto.

Per i carabinieri, con la tecnica del foglio di plastica, le due ladre avrebbero potuto mettere a segno anche più furti nello stesso palazzo in un orario pomeridiano in cui non si dà peso ai rumori provenienti dagli appartamenti vicini: un passaggio sulla serratura e se la porta non è chiusa con le mandate, aprirla è proprio un gioco da ragazzini. Una volta dentro casa, le ladre hanno cercato di prendere il più possibile, comprese le chiavi della macchina.

La collaborazione del residente vittima del furto è stata determinante: se non avesse chiesto subito l’intervento dei carabinieri, le ladre avrebbero potuto continuare a colpire nella stessa zona residenziale di Montesilvano. Proprio per questo, i carabinieri tornano a chiedere agli abitanti di denunciare ogni movimento sospetto.

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