Ragazzini obbligati a spacciare Smantellato traffico di droga

Un anno e mezzo di indagini, tra intercettazioni e pedinamenti, hanno portato a 14 misure cautelari Gli indagati hanno tra i 22 e i 54 anni: per loro divieto di dimora a Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi
MONTESILVANO. Per spacciare droga utilizzavano anche ragazzini di 17 anni. Per lo più giovanissimi assuntori che, non riuscendo a procurarsi i soldi per gli stupefacenti e di conseguenza a ripianare i debiti, venivano costretti a vendere loro stessi la droga. E se qualcuno si rifiutava, erano guai: venivano obbligati spesso sotto minacce varie e in taluni casi con metodi violenti. A smantellare la rete di spaccio di cocaina, marijuana e hashish fra la cittadina adriatica e i vicini centri costieri del Pescarese e del Teramano sono stati i carabinieri della compagnia di Montesilvano.
Quattordici le misure cautelari emesse a seguito di un’ordinanza del gip del Tribunale di Pescara. Si tratta di persone tra i 22 e i 54 anni residenti tra Montesilvano, Pescara, Città Sant’Angelo, Pineto, Silvi e Giulianova, sottoposte a divieto di dimora a Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi, dove prevalentemente operavano ed erano conosciuti, e all’obbligo di dimora nei comuni di residenza. I reati loro contestati, ossia la detenzione ai fini di spaccio, e per qualcuno l’estorsione, sarebbero stati commessi tra luglio 2019 e dicembre 2020. Nel corso delle indagini, durate diversi mesi, sono stati sequestrati cinque chili e mezzo di marijuana, un chilo di hashish e 260 grammi di cocaina e arrestate in flagranza 11 persone.
Stando a quanto emerso, gli indagati non erano dei semplici spacciatori, ma erano ad un livello superiore. Si occupavano infatti di approvvigionare le varie piazze, facendo arrivare da fuori Abruzzo, e anche dall’estero, grossi carichi che poi provvedevano a far smerciare. E, come detto, in diversi casi hanno utilizzato dei minorenni. Dalle indagini, inoltre, è venuto fuori che alcune delle persone coinvolte facevano arrivare pacchi di hascisc sul territorio attraverso ignari corrieri. Per non finire nei guai, qualora si fosse scoperto che all'interno di quelle grandi confezioni c’era della droga, fornivano indirizzi fittizi per la consegna, in aggiunta però anche dei numeri telefonici a cui chiamare in caso di problemi. Numeri in nessun modo riconducibili a loro. E così puntualmente o quasi accadeva che i corrieri arrivavano nei luoghi indicati, non trovavano nessuno e pertanto erano costretti a telefonare. E a quel punto veniva loro detto dove portarli, dopo che gli indagati si accertavano che nella zona della consegna non ci fosse nessuno. Tutto organizzato alla perfezione per non attirare le forze dell'ordine e destare sospetti.
Fondamentali, nell'attività di indagine, si sono rivelate intercettazioni, filmati dei sistemi di videosorveglianza e metodi tradizionali.
Negli ultimi anni, numerosi sono stati i sequestri di droga, anche di una certa rilevanza, effettuati dai carabinieri della compagnia di Montesilvano. L'ultimo solo qualche giorno fa a Città Sant’Angelo, dove a casa di un ragazzo di 21 anni sono stati trovati, nascosti sopra a un armadio, un chilo e cento grammi di marijuana già suddivisa in dosi e 5 grammi di hascisc. La droga è stata sequestrata, così come il bilancino e il materiale per il confezionamento. Nell'abitazione, portato via anche un appunto scritto a mano contenente nomi e cifre dovute.

