Raggirano donne malate e sole Tre arresti, c’è un pescarese

31 Agosto 2023

In carcere un 53enne di Cepagatti e due uomini del Varesino che puntavano solo persone facoltose Si sono impossessati di soldi e immobili per un milione di euro. Una vittima finita nella casa popolare

PESCARA. Approfittavano delle donne sole e con problemi di natura psicologica per entrare in possesso delle loro ricchezze, dal denaro agli immobili. Questa l’accusa nei confronti di tre uomini, tra cui un pescarese, arrestati ieri dai finanzieri del comando provinciale di Varese, in esecuzione di una ordinanza del Tribunale di Busto Arsizio.
In carcere sono finiti Giuseppe Santuccione, 46 anni originario di Cepagatti e che ora è tornato a vivere nel Pescarese (finito nella casa circondariale di San Donato), Gioachino Fea, 53 enne di Varese, e Andrea Luraschi, 34 anni di Venegono Superiore (Varese) nei cui confronti si ipotizzano reati di circonvenzione di persone incapaci. Due le donne finite nel mirino del terzetto, stando all’accusa: due nubili scelte perché facoltose e per via dei problemi di natura psicologica, derivanti da uno stato di salute precario ma anche dalla fragilità per aver perso i genitori. I tre, sempre in base a quanto ricostruito dai finanzieri, sono riusciti a sottrarre alle vittime un patrimonio ingentissimo, del valore di un milione e 200 mila euro, di cui 790mila euro in denaro e 450mila euro come controvalore degli immobili.
Le indagini, passate anche attraverso le intercettazioni telefoniche, hanno fatto emergere che una donna è stata indotta a cedere il patrimonio ricevuto in eredità dai genitori - del valore di 450 mila euro - composto anche da appartamenti in località di villeggiatura (uno a Forte dei Marmi). La malcapitata si è trovata costretta a vivere in una casa messa a disposizione da un comune della provincia di Varese. La donna, pur facendo parte di una famiglia facoltosa, si manteneva con quel che rimaneva della pensione di invalidità visto che le veniva in parte sottratta da un indagato, stando sempre alla ricostruzione dell’accusa. Un’altra donna ha rischiato che venisse riscattata una polizza vita del valore di 300mila euro, a beneficio degli indagati. L’operazione è stata congelata dal Nucleo speciale di polizia valutaria dopodiché l’autorità giudiziaria ha emesso un decreto di sequestro, eseguito dai finanzieri di Varese, che ha interessato anche altri titoli, per un controvalore di 450 mila euro. Il patrimonio della donna era stato, però, già ampiamente intaccato, essendo stati disposti bonifici per 200mila euro a favore degli indagati.
L’indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria è nata dalla segnalazione di un’operazione sospetta ai fini della normativa antiriciclaggio in base alla quale appariva che una donna fosse vittima di condotte manipolatorie da parte di diversi malfattori che l’avrebbero indotta a compiere atti di disposizione patrimoniale pregiudizievoli, sperperando il suo patrimonio e riducendola in stato di indigenza.
Gli indagati hanno convinto le vittime a non collaborare con la Finanza e, come emerso dalle intercettazioni, uno di loro, un infermiere, si vantava con gli altri di essersi speso per evitare la morte dell’anziana madre di una delle vittime, con delle iniezioni in vena di bronco-dilatatori, in vista della sottrazione dell’eredità alla figlia. (f.bu.)