Raggiunto l’accordo alla Brioni: sì a prepensionamenti e incentivi

Penne, svolta nella trattativa tra l’azienda della moda e i sindacati dopo l’annuncio dei 321 esuberi Via libera alla cassa integrazione. I rappresentanti Uil, Cgil e Cisl: abbiamo contenuto l’impatto sociale
PENNE. Accordo sulla gestione degli esuberi tra sindacati e vertici Brioni. La fumata bianca è arrivata ieri pomeriggio alle 15,30, dopo una riunione fiume iniziata alle 10,30 del mattino nella sede di Confindustria Chieti-Pescara. Oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Uiltec-Uil e Femca- Cisl, con le rispettive Rsu di stabilimento, hanno preso parte al tavolo il funzionario di Confindustria Massimo Cervellini e il dirigente delle risorse umane per la Brioni Roman style Pierpaolo Petrucci.
«L'accordo sulla gestione dei 321 esuberi, dichiarati dall’azienda nell’aprile scorso al ministero dello Sviluppo economico, prevede l'utilizzo di una serie di strumenti ammortizzatori sociali conservativi del rapporto di lavoro e con impatto sociale contenuto, con esodo incentivato e prepensionamento», spiegano i rappresentanti sindacali Debora Del Fiacco (Uiltec Uil), Antonio Perseo (Filctem Cgil) e Leonardo D’Addazio (Femca Cisl). L’accordo prevede due percorsi con un incentivo variabile, modulato in base alla data dell’adesione volontaria. Un percorso è legato al prepensionamento, l'altro all’uscita volontaria per i dipendenti non prossimi alla pensione. L’andamento delle uscite dei lavoratori, anche alla luce dei volumi produttivi attesi e consuntivati, nonché dell’evoluzione normativa in materia, saranno valutate in incontri periodici quindicinali. «Per i lavoratori che aderiranno fino al 31 dicembre 2021 e che matureranno il diritto al pensionamento durante il quinquennio 2021-2025 sarà garantita un’integrazione del trattamento economico cigo/cigs (cassa integrazione ordinaria e straordinaria) e Naspi a partire dal mese di firma dell’accordo, e sarà riconosciuto un importo aggiuntivo a titolo di incentivo dal primo mese dalla firma e fino alla maturazione del diritto alla pensione o al massimo fino al 31 dicembre 2025. Anche riguardo ai lavoratori non prossimi alla pensione, la società riconoscerà delle somme aggiuntive a titolo di «incentivo all’esodo» per l’intero periodo di copertura degli ammortizzatori sociali cigo/cigs», spiegano i sindacati.
L’accordo siglato in Confindustria, inoltre, prevede anche l’introduzione di un incentivo aggiuntivo differenziato per due fasce di età e con riguardo ai nuclei familiari con un figlio minore a carico o con particolari situazioni di disagio sociale, a ulteriore tutela di determinate categorie di lavoratori. «Previsti anche percorsi individuali e collettivi di ricollocamento, gestiti da una società leader del settore e con una fortissima presenza sul territorio abruzzese e, in particolare, nella provincia di Pescara, che forniranno ai lavoratori la più completa consulenza, sia su aspetti pensionistici, che di ricollocamento. I sindacati, che esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto, confidano che l'accordo, unitamente al piano industriale di rilancio che l’azienda deve mettere in campo, porterà al contenimento degli esuberi.
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