Ragioniere condannato a risarcire 29mila e 500 euro

10 Aprile 2015

PESCARA. È stato condannato a pagare al ministero di Giustizia la somma di 29.500 euro Fausto Berardi, pescarese di 57 anni, all’epoca dei fatti contestati (2002-2003) ragioniere contabile del...

PESCARA. È stato condannato a pagare al ministero di Giustizia la somma di 29.500 euro Fausto Berardi, pescarese di 57 anni, all’epoca dei fatti contestati (2002-2003) ragioniere contabile del Provveditorato regionale per l’Abruzzo e il Molise.

La Corte dei Conti ha ravvisato nei suoi confronti una responsabilità amministrativa per danno patrimoniale all’Amministrazione penitenziaria del ministero di giustizia «in ragione degli importi di cui aveva avuto la disponibilità ed ha trattenuto indebitamente», come si legge nella sentenza della sezione giurisdizionale per l’Abruzzo presieduta da Luciano Calamaro. I fatti contestati risalgono al 2003, secondo quanto accertato anche dall’inchiesta penale che con sentenza penale depositata il 26 agosto del 2013 aveva condannato Berardi per peculato continuato. In sostanza, come ricostruiscono i giudici della Corte dei Conti, l’inchiesta penale aveva accertato che Berardi «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, si appropriava in data anteriore e prossima al 27 agosto 2003 della somma complessiva di 29.500 euro, sottratta dai fondi della cassa della quale aveva il possesso per ragioni del suo ufficio».

Tutto sarebbe nato quando, a giugno del 2009 l’Avvocatura dello Stato chiese al Provveditorato regionale se l’ente avesse effettivamente incassato nel 2003 un assegno circolare di 30mila euro emesso da una compagnia assicurativa in esecuzione di una transazione avvenuta nel 2002 su una controversia nata a seguito di un incidente che nel 1999 aveva visto coinvolta un’autovettura del Provveditorato.

La Direzione del provveditorato, che di quei soldi non era a conoscenza, accertò che Berardi (tra il 2002 e il 2003 ragioniere contabile del dipartimento), nel 2002 aveva contattato un avvocato e, presentandosi come rappresentante dell’ente, gli aveva dato mandato di intimare alla compagnia assicurativa il risarcimento dei danni subiti fino a ottenere, nell’aprile del 2003, tre assegni circolari da 30mila euro. Soldi che lui fece cambiare in 14 assegni circolari intestare in favore di una serie di fornitori dell’amministrazione penitenziari che all’epoca vantavano crediti verso l’ente. Tuttavia, come ricostruiscono i giudici della Corte dei Conti, «l’effettiva destinazione rimase sconosciuta» tanto da rivelare «la dolosa appropriazione di denaro della pubblica amministrazione» da parte di Berardi. Che ora è chiamato a restituire quei soldi. (s.d.l.)

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