Raid al liceo Classico Gli autori si scusano «Siamo mortificati»

4 Maggio 2021

Prime ammissioni di responsabilità degli studenti del Da Vinci Gli investigatori vicini alla chiusura delle indagini sull’assalto

PESCARA. «Sono mortificati, chiedono scusa». Gli studenti del liceo “Da Vinci” che la notte tra venerdì e sabato scorsi hanno partecipato all’assalto al liceo “D’Annunzio” di via Venezia, urinando davanti al portone della scuola, si sono fatti avanti e hanno manifestato il proprio pentimento agli studenti del Classico.
Il gesto è stato accolto con slancio dai giovani che frequentano l’istituto di via Venezia, preoccupati dall’accaduto ma anche desiderosi di guardare oltre, al punto che si è pensato di organizzare «qualcosa insieme», magari «una partita di calcetto tra le due scuole, all’aperto e senza pubblico» (a causa del Covid), come momento di riavvicinamento, racconta la dirigente scolastica del Classico, Antonella Sanvitale.
Ieri la preside ha incontrato alcuni alunni della sua scuola, ha raccolto il loro turbamento e indicato la strada da percorrere. Partendo dal presupposto che è stato «un brutto episodio dal punto di vista umano e culturale», dice Sanvitale, «non puntiamo affatto alla demonizzazione, anzi da parte nostra c’è un’apertura totale. È nostra intenzione favorire un cammino educativo», tanto più che «la consapevolezza di un errore aumenta, se viene guidata. E l’assunzione di responsabilità deve servire a crescere». Sanvitale punta a «un salto per la maturità», e il cammino che va promosso «riguarda tutti, perché in ognuno di noi può esserci una duplicità. Dobbiamo cogliere l’occasione per aiutarli a diventare cittadini responsabili», conclude la dirigente scolastica.
A proposito di responsabilità sull’accaduto le indagini della Digos, diretta da Irene Vizioli, stanno andando avanti e potrebbero concludersi nelle prossime ore. Subito dopo aver acquisito i due video che raccontano l’accaduto, pubblicati su Instagram e finiti su Facebook, gli investigatori hanno identificato in poche ore alcuni autori del raid per poi allargare il cerchio un po’ alla volta. Intanto alcuni componenti del gruppetto si sono messi in contatto con la loro scuola, il liceo “Da Vinci”, guidato dalla dirigente Antonella Sanvitale, che ha condannato l’accaduto senza se e senza ma. Anche i rappresentanti degli studenti del “Da Vinci” si sono dissociati dagli «eventi osceni», come si legge su un post pubblicato su Instagram. «Quello che è accaduto è inammissibile e inaccettabile soprattutto perché chi ha commesso questi fatti lo ha fatto in nome della nostra scuola», hanno scritto rimandando alle frasi pronunciate nei video per esaltare lo Scientifico e contestare il Classico che «merita rispetto solo perché lo ha costruito il duce a forma di M».
Il “Da Vinci” «non si è mai visto rappresentato da queste persone», hanno aggiunto i rappresentanti degli studenti scusandosi «a nome di tutta la scuola». Hanno fatto anche riferimento al servizio d’ordine interno, visto che nei video si nota una maglia che sarebbe identificativa di questo gruppo, «nato per collaborare con le altre scuole e far rispettare le regole durante le assemblee d’istituto». Ora è diventato «un organo tossico che non merita minimamente di far parte della famiglia del Da Vinci» e quindi è stato «sciolto» nelle ultime ore. Una richiesta in questo senso era partita, sempre sui social, dal responsabile del servizio d’ordine del Classico Francesco Celli. Ma la scuola aveva escluso il coinvolgimento del servizio creato a scuola per monitorare le assemblee.