Ramenghi, l’uomo che ha fatto nascere 40mila bambini

PESCARA. Michele Ramenghi, pediatra 90enne, pescarese di adozione, bolognese di nascita, è stato il fondatore nel 1978 del reparto di Neonatologia dell’ospedale Santo Spirito. Un dipartimento che...
PESCARA. Michele Ramenghi, pediatra 90enne, pescarese di adozione, bolognese di nascita, è stato il fondatore nel 1978 del reparto di Neonatologia dell’ospedale Santo Spirito. Un dipartimento che ancora oggi è uno dei fiori all’occhiello del presidio sanitario di via Fonte Romana. Nei venti anni, dal 1978 al 1998 durante i quali ha diretto il reparto, ha fatto nascere circa 40mila bambini, una media di 2000 all’anno.
Figlio della levatrice Barbara Cacciali che ha dato i natali a mezza Pescara tra il 1937 e il 1969, alla cerimonia di ieri mattina in Comune è stato accompagnato dal figlio Luca, neonatologo della Terapia intensiva dell’ospedale Gaslini di Genova.
Durante la consegna del Ciattè d’oro, da parte del sindaco Marco Alessandrini e del presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli, Ramenghi ha avuto parole di elogio per la città che lo ha adottato e accolto come un figlio: «Mi onora moltissimo questo riconoscimento», ha detto il pediatria in pensione da una ventina d’anni, «ma dubito di esserne meritevole. Sono tornato nella città della mia adolescenza» dove molti anni dopo, divenuto il dottor Ramenghi, all’età di 50 anni fondò «quella nuova struttura» appunto, il reparto di Neonatologia, «con una squadra di medici e medici e paramedici che hanno operato con una dedizione che non è mai venuta meno. A loro dedico questo Ciattè d’oro, alle persone che hanno creato la prima unità specialistica di Pescara e della regione».
Ramenghi arrivò a Pescara dalla sua Bologna quando aveva nove anni perché la madre ostetrica prese la “condotta” nel quartiere Portanuova.
E c’è chi, ieri, in sala ricordava quel nome con affetto: «L’ostetrica Cacciali mi fece nascere, all’epoca le donne usavano partorire in casa» si è lasciato andare un pescarese dei Colli tra la folla dei presenti alla cerimonia.
Microfono in mano e occhi lucidi, Ramenghi ha ammesso di provare «un pizzico di nostalgia» per il lavoro svolto a Pescara grazie a una équipe «che lo ha sempre sostenuto». E mentre ritirava l’ambito premio, ha voluto lanciare un appello al personale di quella struttura ospedaliera che oggi è un importane punto di riferimento per i pescaresi: «Andate avanti e mantenete alto il prestigio di Neonatologia». (c.co.)

