Rancitelli convoca i politici: se non venite, mettiamo sagome

Il comitato di cittadini presieduto dall’avvocato Di Credico stila l’elenco delle urgenze nel rione e dà appuntamento agli otto candidati sindaco per il 4 maggio nella chiesa degli Angeli custodi
PESCARA. Cari candidati sindaci, mettete in cima alle vostre priorità le urgenze del quartiere Rancitelli-Villa del Fuoco. Vi invitiamo a venire qui ad ascoltare le ragioni della «gente perbene, sensibile alle problematiche strutturali e sociali del territorio», perché ne abbiamo di cose da dirvi e proposte da avanzare per risanare quello che, sempre più, si sta «trasformando in un ghetto» senza scuole per i bimbi, né lavoro per i giovani, ma tanta microcriminalità nelle zone rosse del Ferro di cavallo e degrado sociale e infrastrutturale, tutt’intorno.
Vi aspettiamo sabato 4 maggio alle ore 19 nella parrocchia degli Angeli Custodi, in via Lago di Posta. E «se non sarete presenti, metteremo delle sagome al posto vostro e non sono ammessi delegati». Intanto da oggi i cittadini affiggeranno volantini ovunque.
L’invito è garbato ma risoluto. Lo invia agli otto candidati alla poltrona di sindaco, Francesca Di Credico, avvocato di 26 anni, fondatrice del comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli” costituito il 2 aprile scorso insieme a don Massimiliano De Luca, (don Max) parroco di frontiera della chiesa Angeli Custodi. Ovvero il luogo dove si terrà il «dibattito elettorale» con gli attesi invitati: Carlo Masci, Carlo Costantini, Marinella Sclocco, Stefano Civitarese, Gianluca Baldini, Gianni Teodoro, Erika Alessandrini, Mirko Iacovelli. Con loro, i cittadini, srotoleranno gli elenchi delle urgenze di un quartiere alla deriva, che chiede, per prima cosa, il «ripristino della legalità». Un quartiere che ha così tanti problemi che è difficile stabilire il punto primo e l’ultimo.
Di Credico ha messo nero su bianco il da farsi. Da dove si comincia? «Non è più possibile rimanere indifferenti e assistere al progressivo degrado del quartiere che sta diventando un ghetto», attacca la battagliera presidente «l’obiettivo della nuova amministrazione deve essere quello di riportare a «vivere» il quartiere attraverso la creazione di spazi condivisi, iniziative sociali, sorveglianza più incisiva, servizi decentrati». Più nel dettaglio: «Chiediamo il decentramento degli uffici comunali con anagrafe e distaccamento di polizia municipale, come erano un tempo i consigli di quartiere; gli eventi e le manifestazioni devono essere spalmate anche sul nostro territorio non solo in centro o negli altri quartieri; una zona franca potrebbe esserci utile per l’avvio di piccole imprese qui, dove il commercio langue; un mercato rionale e orti urbani potrebbero creare aggregazione e recupero delle aree abbandonate, come i palazzi Clerico e gli altri territori che sono luoghi di prostituzione, siringhe e sporcizia». E, ancora: «Il Ferro di cavallo è una bomba sociale, molte case sono occupate abusivamente così come abusivi sono gli allacci delle utenze; i rifiuti vengono abbandonati sui marciapiedi, nei parchi, non ci sono sufficienti cestini per tutta l’immondizia prodotta; i parchi non vengono frequentati neppure dai residenti tanto sono degradati; è necessaria una maggiore sorveglianza e una detassazione degli immobili per agevolare locazioni e vendite e tanta pulizia delle strade». Il comitato chiede anche «una scuola dei mestieri per permettere un diploma a achi abbandona gli studi».

