Rancitelli, giù i palazzi pericolanti Le nuove case sorgeranno ai Colli

18 Ottobre 2020

Pronti i soldi per demolire gli edifici di via Lago di Borgiano e ricostruire gli alloggi popolari altrove Il Pd: «No ad altre edificazioni in via Valle di rose, si acquistino piuttosto appartamenti invenduti»

PESCARA. Sono pronti i soldi per demolire i palazzi di via Lago di Borgiano ai numeri 14,18 e 22, sgomberati nel 2017 per il pericolo di crolli con sistemazioni temporanee per 84 famiglie. I ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture hanno accolto la richiesta di finanziamenti, presentata allora dalle giunte comunale e regionale, entrambe guidate dal centrosinistra e hanno assegnato alla Regione 11.520.000 euro per demolire gli edifici e ricostruirne nuovi.
Il consiglio di amministrazione dell’Ater, il 14 ottobre scorso, ha stabilito l’utilizzo della somma in questo modo: 1.350.000 euro, per la demolizione dei tre palazzi di via Lago di Borgiano; 1.850.000, per il recupero di 80 immobili; 2.200.000, per la realizzazione di una palazzina con 15 appartamenti in via San Francesco e relativa demolizione dell’attuale edificazione; 1.530.000, per la realizzazione di un fabbricato con 8 appartamenti tra via Tavo e via Trigno, nel quartiere di Villa del Fuoco; 1.143.000, per la costruzione di un secondo fabbricato con 6 appartamenti in un’area verde del rione Gescal ai Colli (via Valle di rose); 2.304.000, per la realizzazione di nuove urbanizzazioni ancora da decidere.
Ieri, però, i consiglieri regionali e comunali del centrosinistra hanno convocato gli organi di informazione per contestare questo piano dell’Ater, a loro dire, stilato durante un ipotetico incontro tra il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il sindaco Carlo Masci. Erano presenti i consiglieri regionali Antonio Blasioli e Silvio Paolucci (Pd), i consiglieri comunali Piero Giampietro, Stefania Catalano (Pd), Marinella Sclocco, Mirko Frattarelli (lista Sclocco sindaco).
In particolare, i consiglieri di opposizione hanno bocciato l’ipotesi di costruire due nuovi palazzi tra le case Gescal di via Valle di rose, utilizzando aree verdi. Una di queste è utilizzata dagli studenti per fare sport. «Questo è un percorso di riorganizzazione urbanistica deciso tra pochi intimi e senza il coinvolgimento della città», ha detto Blasioli, «siamo d’accordo nella decisione di non ricostruire nuovi alloggi al posto dei palazzi da abbattere in via Lago di Borgiano, ma non si possono scegliere luoghi già con elevato carico antropico e per di più consumando altro suolo pubblico».
«Per questo motivo», ha aggiunto Blasioli, «chiediamo di utilizzare i fondi stanziati per acquistare edifici invenduti». «Ricordo che questi finanziamenti siamo riusciti ad ottenerli noi quando eravamo nella giunta regionale», ha ricordato Sclocco, «l’amministrazione comunale vuole abbattere i palazzi di via Lago di Borgiano e del Ferro di cavallo e realizzare al loro posto delle piazze, ma così non si rilancia quel quartiere. Invece, si può rilanciare offrendo nuovi servizi». «Caricare zone dove ci sono già degli insediamenti popolari è pericoloso», ha avvertito Giampietro, «invece ci deve essere un’integrazione tra appartamenti e case di edilizia residenziale pubblica. Inoltre, si deve evitare il consumo di altro suolo che potrebbe mettere a rischio il quartiere quando piove». «Si è sottovalutata l’urbanizzazione», ha osservato Catalano, «nuove costruzioni tolgono spazi alle scuole». «Il consiglio comunale deve poter decidere su questi temi», ha sottolineato Frattarelli. «Questa operazione», ha concluso Paolucci, «sposta gli interessi pubblici verso gli interessi privati, seppure legali. Si deve utilizzare in modo diverso il suolo».
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