Rancitelli, il quartiere in piazza «Basta degrado e criminalità»

22 Agosto 2024

Il parroco e Di Credico (“Per una nuova Rancitelli”) riuniscono i residenti davanti ai palazzi Clerico Don Max: «I giovani scappano da qui: nel 2014 c’erano 10mila abitanti, oggi ne restano 3.900» 

PESCARA. Fuga dalla periferia. Rancitelli ha perso più di seimila residenti negli ultimi dieci anni: dai 10mila del 2014 ai 3.900 attuali. Il quartiere più difficile della città è sempre più terra di nessuno, tra degrado, abbandono e problemi cronici di ordine pubblico. C’è ancora chi resiste e lotta per un futuro diverso, come il parroco della chiesa degli Angeli Custodi, Don Max De Luca, e l’associazione “Per una nuova Rancitelli”, coordinata da Francesca Di Credico, pronta a riunirsi, domani sera alle 19.30, davanti ad un luogo simbolo delle mille contraddizioni della zona: i palazzi Clerico. Lì, dopo il tempo degli spot elettorali, e un incidente gravissimo avvenuto poche settimane fa (un vigile del fuoco caduto nella tromba dell’ascensore durante un intervento notturno), tutto è tornato a scorrere normalmente, tra spaccio e consumo di sostanze, bivacchi, prostituzione e sporcizia.
A riaccendere i riflettori sui palazzi Clerico e sul problema-Rancitelli è stata la sentenza del Tar di pochi giorni fa: «In sostanza il tribunale non ha deciso nulla», ha detto la coordinatrice dell’associazione dei residenti del quartiere, Francesca Di Credico, «Quello che ci sconvolge è che il Tar abbia dichiarato che non ci sia pericolo per i cittadini. Un nulla di fatto, mentre le famiglie che vivono nelle case che s’affacciano su quegli scheletri sono costrette a convivere con spettacoli indicibili. È inaccettabile che ci sia una bomba del genere in questa città».
La bomba, sociale s’intende, non è solo quella dei palazzi Clerico rifugio di disperati, ma anche quella delle altre vie del quartiere, in cui migliaia di persone vivono in abitazioni che hanno - in alcuni casi, come via Osento - anche settant’anni, ma non hanno mai conosciuto interventi di manutenzione. «I palazzi popolari Ater non hanno ricevuto risorse per le manutenzioni nemmeno in questo momento storico, in cui arrivano fondi dall’Europa e tante città italiane stanno riqualificando intere periferie. Per questo, da qui vanno via tutti, se possono. Anche la chiusura della scuola di via Sacco contribuisce ad aggravare le lacune del quartiere», ha aggiunto la Di Credico, che prosegue: «Cosa chiediamo? Un piano di risanamento straordinario. L’emergenza è la riqualificazione delle case Ater in via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano e via Osento. Bisognerebbe anche recuperare gli alloggi di via Tronto, fermi da troppo tempo, e non costruire nuovi alloggi al ferro di cavallo, come previsto dal piano regolatore. In quell’area bisogna realizzare solo servizi e uffici, di qualsiasi tipo».
«Qui le famiglie giovani non vogliono più venire a vivere», tuona Don Max De Luca, che domani sera parteciperà all’incontro con i residenti. «Non sono i palazzi Clerico l’unico problema. Anche in via Tronto in tanti hanno già occupato il cantiere. Il degrado colpisce poi le case di tanti residenti, che convivono con il via vai di tossicodipendenti nei palazzi, da anni senza portoni, citofoni né cassette delle lettere. In tante palazzine ci sono persone agli arresti domiciliari, che vengono controllate dalle forze dell’ordine a qualsiasi ora del giorno e della notte e che sentono e vedono tutto quello che succede». Don Max punta il dito su «decenni di non curanza da parte di chi ha amministrato la città. Agli amministratori attuali e alle forze dell’ordine riconosciamo gli sforzi per il controllo del territorio. Ma non basta. Questo degrado fa comodo alla malavita organizzata e ai “baroni” dell’edilizia cittadina, che hanno visto anni fa un quartiere destinato all’abbandono e hanno lasciato a metà i cantieri aperti...».