«Rancitelli può risorgere con università e servizi»

Parte da via Lago di Capestrano la battaglia per far ripartire il quartiere Ieri, nella ludoteca Dezi, la sigla dell’accordo da presentare agli amministratori
PESCARA. «Siamo di Rancitelli e ne siamo orgogliosi. E qui vorremmo che venisse aperto un distaccamento dell’università D’Annunzio, sportelli dei servizi comunali, una scuola dei mestieri per dare speranza ai pochi giovani rimasti».
È con questo spirito che ieri mattina, nella sede della ludoteca “Thomas Dezi” del Ceis, in via Lago di Capestrano, venti associazioni di volontariato del territorio hanno siglato un patto per riavviare il cuore sofferente del quartiere, negli ultimi tempi al centro (anche) delle cronache nazionali per criminalità e spaccio.
Venti realtà, a cui se ne potranno aggiungere altre se lo vorranno, che hanno apposto la firma sul “Protocollo di intesa per la costituzione della rete per la coesione sociale della periferia ovest di Pescara». Un progetto di rilancio nato dall’entusiasmo di una giovane praticante avvocato di 26 anni, Francesca Di Credico, nata e cresciuta a Rancitelli. Con passione e pazienza Francesca ha contattato una per una le associazioni e le ha convinte ad «essere unite per essere più forti e incisive» sulle questioni che riguardano un quartiere da sempre bistrattato, spogliato di giovani e servizi, ma fatto di “gente perbene” come ha ribadito anche il questore Francesco Misiti nei giorni scorsi.
Al patto siglato ieri si aggiungerà, il prossimo 21 marzo, (ore 21 chiesa degli Angeli custodi), la costituzione dell’organismo che prenderà il nome (ancora da formalizzare) di “Comitato di quartiere Rancitelli–Villa del Fuoco” e che sarà il braccio operativo dei progetti di rilancio del quartiere che conta 4mila abitanti contro i 10mila di un decennio fa.
Francesca Di Credico è il portavoce di questa nuova realtà associativa, affiancata da Piero Rovigatti, docente di Urbanistica alla D’Annunzio, tra gli ideatori della mappa del quartiere stesa sul pavimento esterno della ludoteca, diretta da Maria Rosaria Teofili, che segue 80 bambini.
Ma quali sono i primi progetti che intende realizzare il comitato? Di Credico: «Abbiamo intenzione di portare qui un distaccamento dell’Università, di creare una scuola dei mestieri per insegnare ai giovani a fare il pane o a fare i calzolai, intendiamo riportare il servizio anagrafe e il decentramento comunale come un tempo erano i consigli di quartiere, rivogliamo le attività commerciali e lavoreremo sugli sgravi fiscali oltre che sull’abusivismo e la pulizia del quartiere che ha bisogno persino dei cestini della spazzatura».
Il sindaco Marco Alessandrini, seduto accanto all’assessore ai Servizi sociali Antonella Allegrino, ha citato John Kennedy e ha esortato la comunità a «non aspettare sempre che qualcuno faccia qualcosa per gli altri, la pulizia è un problema di educazione e le istituzioni non sempre hanno le risorse per risolvere tutti i problemi». Di Credico si muove con il sostegno di don Massimiliano De Luca (per tutti don Max) parroco degli Angeli custodi, che ieri, davanti alla platea di rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, ha avuto l’ardire di coniare lo slogan «Rancitelli è bello». E lo ha spiegato così: «Nella nostra parrocchia portiamo avanti la teologia del bello per promuovere l’umanizzazione. Il nostro straordinario organo a canne è lo strumento di crescita e formazione a disposizione dei cittadini del futuro. La realtà che i media ci consegnano, tra tende e via vai di taxi, per noi non sono novità. Ma sono segni che deve imparare a leggere chi non vive qui. Da 10mila abitanti, siamo rimasti in 4mila, quasi tutti anziani. Malgrado tutto, c’è del bello nel nostro quartiere».
Casto Di Bonaventura, presidente del Csv, Centro servizi per il volontariato, ha sottolineato l’importanza della presenza delle forze dell’ordine «non solo come strumento di repressione, ma come riferimento per i cittadini». Gli ha fatto eco il comandante provinciale dei carabinieri, Marco Riscaldati, che si è tolto qualche sassolino: «Lo Stato c’è a Rancitelli, i nostri compiti sono di prevenzione oltre che di repressione. Non ritengo giusta la definizione di periferia, che non è un luogo fisico ma spirituale, perché in altri luoghi della città ci sono gli stessi problemi di Rancitelli o San Donato. Quei fenomeni criminali e di devianza che registriamo sono frutto di dinamiche che vengono da fuori, di coloro che vengono qui ad acquistare lo stupefacente. L’Arma accompagnerà queste iniziative sociali che noi stessi abbiamo sollecitato». Insieme a Riscaldati c’era il comandante di Compagnia, Antonio Di Mauro. La preside del comprensivo 1 Teresa Ascione ha chiesto la reperibilità di risorse per creare una scuola di musica nelle scuole di riferimento «ma servono fondi per gli strumenti musicali». Mentre la preside del Manthoné, Antonella Sanvitale ha esortato la Provincia alla sistemazione dei campetti sportivi scolastici attualmente invasi da piccioni e galline.

