Rancitelli, tensione per gli sfratti Minacciato ufficiale giudiziario

18 Febbraio 2022

Via Tavo. Inquilina abusiva non vuole lasciare l’abitazione: denunciata dopo l’intervento della polizia E le operazioni di sgombero vanno avanti: Ater e Comune devono liberare altri trenta appartamenti

PESCARA. Sono arrivati in massa, ieri mattina, per liberare altri tre appartamenti del Ferro di cavallo, l’edificio popolare di via Tavo tristemente noto come supermarket della droga. Proseguono, infatti, le procedure per svuotare il complesso di edilizia residenziale pubblica che andrà abbattuto per lasciare il posto a due palazzine con 27 appartamenti ciascuna, nell’ambito del progetto di riqualificazione di questa zona periferica che affonda nel degrado.
Ieri la tensione è salita subito alle stelle perché una delle donne che avrebbe dovuto lasciare l’appartamento occupato da anni senza titolo, se l’è presa con l’ufficiale giudiziario. Ha inveito contro di lui, lo ha aggredito verbalmente fino a minacciarlo di morte perché non aveva alcuna intenzione di andarsene da lì con le sue due figlie minorenni.
C’era un clima di terrore, in quell’alloggio, e soltanto l’intervento della polizia, che ha assistito al blitz insieme a diverse pattuglie della polizia municipale, ai vigili del fuoco, al personale dell’Ater e agli assistenti sociali, ha riportato la situazione alla calma, identificando la donna che se l’è presa con l’ufficiale giudiziario, per poi denunciarla per minacce aggravate. L’inquilina del Ferro di cavallo, volto già noto alle forze dell’ordine, difesa dall’avvocato Corradino Marinelli, è riuscita a spuntarla, anche questa volta (non è il primo tentativo di tirarla fuori di lì, anzi è il sesto), avendo problemi di salute. E quindi è stato rinviato tutto di un mese, ma la destinataria dello sfratto ha assicurato che andrà via con le sue gambe, all’inizio dei marzo. Pur essendo una abusiva, spera di ottenere una casa, e ha già messo in atto tutti i tentativi possibili e immaginabili per veder sanata la sua situazione, in via Tavo. Anche un secondo sfratto non è andato in porto per questioni di salute mentre è stato eseguito il sequestro di un alloggio, da parte della polizia municipale, sempre perché abitato da abusivi: una volta usciti gli inquilini l’Ater - al quarto tentativo di sfratto - ha provveduto a bloccare la porta di ingresso, per evitare ad altri malintenzionati di entrate, e rimosso gli infissi.
Il tutto sotto gli occhi degli inquilini, abusivi e non, rimasti nell’edificio corroso dall’incuria e dalla sporcizia. Nel palazzo gli appartamenti sono 120, di cui solo 80 occupati regolarmente, cioè dopo la necessaria assegnazione. Di questi, 60 si sono già visti assegnare un nuovo alloggio, dovendo lasciare il Ferro di cavallo per consentirne la demolizione, e sono in corso le procedure di spostamento. Per altri 30, stanno andando avanti le attività per svuotarli perché gli occupanti hanno perso i requisiti (e quindi sono decaduti, come assegnatari) o perché sono abusivi e quindi è stato avviato lo sfratto. In molti casi l’Ater è riuscita a svuotarli ma una decina di appartamenti sono tuttora abitati. Altri dieci, invece, erano già vuoti. Un lavoro lungo e complesso per l’Ater (presidente Mario Lattanzio, direttore Gianni D’Addazio) che poi, nei prossimi mesi, si dovrà occupare anche dell’abbattimento del Ferro di cavallo, diventato negli anni incubatore di illegalità. «Sta andando avanti come ci eravamo prefissati», dice l’assessore comunale all’Urbanistica Isabella Del Trecco ricordando che «va portata in consiglio comunale una variante».
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