Rapina al club nautico Si ascoltano i testimoni

Montesilvano. I carabinieri ricostruiscono l’assalto al 33enne derubato dell’auto Hanno agito in quattro a volto scoperto: la vittima ha reagito ed è stata picchiata
MONTESILVANO. Ci sono dei testimoni da ascoltare nell’ambito delle indagini sulla rapina avvenuta sabato pomeriggio a Montesilvano, ai danni del dipendente di un club nautico. L’uomo, un 33enne di Città Sant’Angelo, si è visto portare via l’auto, una Alfa 147 di cui si sono perse le tracce. Ma non era solo: con lui c’erano anche altre persone, che dovranno raccontare ai carabinieri se hanno visto qualcosa durante l’assalto al malcapitato.
Il 33enne stava lavorando vicino all’auto, con lo sportello aperto, quando la banda si è presentata nel club nautico. I quattro sconosciuti, dei giovani disarmati che hanno agito ha volto scoperto, si sono infilati direttamente del veicolo. Il proprietario del mezzo ha cercato di reagire e di opporre resistenza ma è stato impossibile fermare il gruppetto che lo ha aggredito. Il 33enne è stato colpito e spinto e si è dovuto necessariamente arrendere, anche di fronte alla superiorità numerica dei rapinatori. Mentre la macchina si allontanava da via Rossi è partita la segnalazione ai soccorritori e mentre il 33enne è finito in ospedale per essere medicato (ha riportato delle contusioni) i carabinieri hanno cominciato a cercare l’auto rubata. E vogliono capire cosa ci sia dietro questo episodio e quale fosse l’intenzione del gruppo, che magari aveva solo bisogno di un’auto ma potrebbe anche aver voluto lanciare un segnale, solo per fare delle ipotesi.

