Rapina con lo spray urticante, un arresto

4 Novembre 2018

Il proprietario della tabaccheria ha reagito ed è stato accecato con il peperoncino. Autore identificato quando è già in carcere

PESCARA. È stato coraggioso e non ha mollato fino all’ultimo. Ma non ce l’ha fatta. Il proprietario della tabaccheria Coffee e Cigarettes di via Tirino non è riuscito a bloccare il rapinatore, armato di una bomboletta di spray urticante, che si è presentato nell’attività e ha portato via circa mille euro. Dopo una colluttazione il balordo è fuggito con i soldi, grazie all’aiuto di complice. Ma ora, a distanza di quasi due mesi dal colpo, si è visto notificare un provvedimento di arresto. Glielo hanno consegnato in carcere polizia e carabinieri, che sono risaliti a Marco Di Blasio, 41enne di San Giovanni Teatino, e ritengono che sia lui l’autore della rapina avvenuta la sera del 10 settembre, appena dopo le 20.
È stato un episodio particolarmente violento, ricostruito non solo attraverso il racconto della vittima ma soprattutto grazie alle telecamere che registrano ciò che avviene nella tabaccheria, all’interno e all’esterno. Le immagine filmate quella sera mostrano l’arrivo del rapinatore, il suo ingresso nella struttura di via Tirino. L’uomo si dirige verso la cassa, con l’intenzione di prelevare o farsi consegnare i soldi custoditi al suo interno. Il proprietario si accorge della presenza dello sconosciuto e reagisce, non resta a guardare. Affronta il malvivente fisicamente, e i due passano subito alle mani, sotto gli occhi di chi si trova nel locale e assiste alla violenza scazzottata.
Il rapinatore, rendendosi conto di essere in pericolo, tira fuori uno spray urticante e lo usa spruzzando la sostanza in direzione della vittima, per bloccarla, renderla inoffensiva e portare a termine il suo progetto, cioè prendere il bottino e fuggire. Il tabaccaio non si arrende, anzi cerca in tutti i modi di evitare che l’altro si allontani con l’incasso, circa mille euro. Pur essendo stato scaraventato a terra e colpito con calci e pugni non si dà per vinto: mentre il malvivente sta per lasciare il locale, il proprietario cerca di nuovo di afferrarlo e di trattenerlo ma l’altro spruzza a ripetizione spray urticante, fino ad accecare il commerciante. A quel punto la fuga avviene facilmente perché c’è un complice (non identificato) in auto ad attendere di chi si è occupato dell’assalto al locale.
Dalla tabaccheria parte la segnalazione alle forze dell’ordine ma le ricerche nell’immediato non portano a niente. Sono le indagini successive, affidate alla squadra mobile (diretta da Dante Cosentino), a consentire la svolta. Le immagini del sistema di videosorveglianza consentono di ricostruire l’accaduto. E un po’ per volta gli investigatori risalgono a Di Blasio, già conosciuto per i suoi precedenti. Ma soprattutto si rivela imporrante, fin dal primo minuto, la condivisione di una serie di informazioni con i carabinieri che avevano fermato l’uomo solo pochi giorni prima. È stato il sostituto procuratore Andrea Di Giovanni a chiedere l’arresto di Di Blasio e il giudice per le indagini preliminari Elio Bongrazio a disporlo. Il 41enne si trovava già in carcere, dopo l’arresto per la rapina a una prostituta da parte dei carabinieri di Montesilvano.
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