Rapina e ferisce un’anziana, condannato

11 Febbraio 2021

Inflitti 4 anni e 2 mesi di reclusione a un ortonese: dovrà anche risarcire la pensionata con settemila euro

FRANCAVILLA . Quattro anni e 2 mesi di carcere per aver rapinato in strada e mandato all’ospedale un’anziana. È la condanna inflitta dal giudice Andrea Di BerardinoO. L., 40 anni di Ortona. La sentenza del tribunale di Chieti è arrivata con il rito abbreviato: significa che l’imputato ha beneficiato dello sconto di un terzo della pena. L’uomo, che aggredì l’allora 85enne in via Monte Amaro per portarle via la borsetta, dovrà anche risarcire la vittima con 7mila euro. L’accusa, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Marika Ponziani, aveva chiesto per il rapinatore 4 anni. Scontato il ricorso in appello da parte dei difensori, gli avvocati Luca Paolucci e Stefano Seccia. L’episodio risale alla sera del 27 marzo del 2019. L’anziana sta camminando in direzione nord quando viene sorpresa alle spalle da uno sconosciuto che, dopo averla strattonata ripetutamente e con forza, le strappa la borsa facendola cadere rovinosamente a terra. La donna resta ferita: alcuni passanti la soccorrono immediatamente e si rende necessario il trasporto in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, dove i medici le diagnosticano una frattura giudicata guaribile in 40 giorni. Sul posto, intanto, i carabinieri della stazione di Francavilla prendono a verbale un uomo di 39 anni che ha assistito alla scena. «Ho visto tutto», racconta il testimone, «e ho provato anche a fermare il malvivente, ma è stato inutile. Il rapinatore è scappato subito dopo a bordo di una Renault Clio, vecchio modello, di colore grigio chiaro: sono anche riuscito ad appuntare il numero di targa. Durante la fuga, l’uomo, che era solo, ha tamponato una Nissan Micra in sosta». Viene tracciato anche un identikit dell’aggressore che, al momento dell’assalto, indossava una felpa con il cappuccio: «È un uomo dell’età di 30-35 anni, alto circa un metro e ottanta, di corporatura robusta e con la barba incolta, anche se non molto lunga». La targa fornita dal testimone consente agli investigatori di arrivare a O.L.: a lui è intestata la Clio con la quale il malvivente ha fatto perdere le sue tracce. All’indomani, i carabinieri raggiungono l’abitazione dell’uomo e verificano che l’auto parcheggiata all’esterno presenta varie ammaccature, alcune delle quali ritenute compatibili con il tamponamento della Micra. Ascoltato subito dopo dai militari dell’Arma, O.L. conferma che, il giorno precedente, tra le 18.30 e le 19.30, ovvero l’orario in cui è stata compiuta la rapina, la Clio era nella sua esclusiva disponibilità. Fin qui la cronaca.
Il 40enne è stato dunque denunciato alla procura. Il pubblico ministero Giuseppe Falasca ha deciso di contestargli i reati di rapina e lesioni personali, entrambi aggravati. Accuse che, ieri mattina, il giudice Di Berardino ha ritenuto pienamente fondate.
©RIPRODUZIONE RISERVATA