Rapina il bar con casco e coltello I clienti lo inseguono e bloccano

12 Settembre 2014

Malvivente entra all’Eni Caffè di viale Marconi e punta la lama al barista, poi si fa consegnare 4.200 euro due ragazzi reagiscono, lo fanno cadere dalla moto e i carabinieri lo fermano prima che riesca a fuggire

PESCARA. Di fronte a un delinquente che aveva appena messo a segno una rapina non sono rimasti imbambolati a guardare la scena ma hanno avvisato subito i carabinieri e poi hanno anche provato a fermare il malvivente, consentendo ai carabinieri di acciuffarlo e arrestarlo. Cittadini in prima linea, l’altra notte, quando un uomo di 38 anni di Pescara, Emanuele Paolini, ha rapinato l’Eni Caffè tra viale Marconi e viale Pindaro. Erano le 2,30 quando l’uomo si è presentato su uno scooter, poi risultato rubato. Il suo ingresso nel locale con casco e bandana è stato subito notato, per cui è partita la segnalazione al 112 da parte di un testimone. Mentre due pattuglie arrivavano sul posto, lui ha scavalcato il bancone, ha puntato un coltello contro il cassiere, avvicinandoglielo minacciosamente al viso, e si è fatto consegnare i soldi, cioè 4.200 euro. Poi è uscito da lì, si è rimesso sulla moto che aveva parcheggiato a pochi passi e ha fatto per allontanarsi, ma gli stavano dietro due giovani che avevano visto tutto all’interno del bar e non avevano intenzione di farlo fuggire. Ci sono riusciti, perché gli hanno impedito di allontanarsi da via Marconi e lo hanno fatto barcollare e cadere, facilitando l’intervento dei carabinieri che hanno bloccato Paolini e lo hanno arrestato, recuperando i soldi appena prelevati all’interno del bar e anche il taglierino e lo scooterone, rubato in città a fine agosto. Dentro c’erano altri caschi, probabilmente finalizzati a confondere l’attenzione di chi avrebbe cercato quel mezzo dopo il colpo. Paolini dovrà rispondere di rapina e ricettazione ed è finito in carcere, mentre, per i protagonisti dell’inseguimento, l’episodio si è concluso con delle lesioni lievi e sicuramente una grande soddisfazione per la riuscita della bella operazione. Ai giovani che hanno partecipato all’intervento dell’Arma arriva il plauso del capitano Claudio Scarponi, comandante della compagnia carabinieri di Pescara. «L’episodio», dice, «è un perfetto spot di quello che dovrebbe essere il rapporto cittadino-forze di polizia. L’altra notte c’è stato chi ha chiamato nell’immediatezza il 112 e chi, esponendosi in prima persona con coraggio, ha rincorso, inseguito e collaborato in modo determinante alla cattura del malvivente. Solo con l’aiuto della popolazione sana le forze dell’ordine possono esercitare un’azione di contrasto davvero efficace per la sicurezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA