Rapina in banca, sequestrate 12 persone

18 Ottobre 2016

Due uomini a volto scoperto e armati di taglierino chiudono in una stanza impiegati e clienti e fuggono con 18mila euro

MONTESILVANO. Per arraffare i soldi in cassa senza essere disturbati hanno chiuso in una stanza dipendenti e clienti della Banca Marche di corso Umberto. Poi i due banditi hanno prelevato il denaro, per un totale di circa 18mila euro (compresa la valuta straniera) e sono usciti dall’istituto di credito, sparendo nel nulla. È stato un cliente, che è entrato subito dopo la rapina e li ha incrociati sulla porta, ad accorgersi dell’assalto e a lanciare l’allarme, facendo intervenire i carabinieri, la cui caserma si trova a poche centinaia di metri di distanza.

Il colpo è avvenuto attorno alle 13, quando nella struttura c’erano sette dipendenti e cinque clienti. La coppia ha agito a volto scoperto, ma uno dei due ha avuto qualche difficoltà perché il bussolotto è rimasto bloccato e la cassiera ha invitato quello che credeva un cliente a depositare lo zainetto negli appositi spazi, come ha fatto, per poi accedere all’istituto di credito. Una volta dentro l’uomo ha sfoderato un taglierino (evidentemente non rilevato dal sistema di sicurezza all’ingresso) e i due hanno manifestato le loro intenzioni.

Puntavano al massimo, volevano che qualcuno aprisse la cassaforte centrale per portare via quanto più denaro possibile. Ma la cassiera ha spiegato che l’unico abilitato a compiere un’operazione del genere sarebbe stato il direttore e che sarebbe stato necessario attendere 30 minuti dalla digitazione della combinazione al momento dell’apertura effettiva. Per agire indisturbati i due hanno fatto entrare tutti, personale e clienti, in un ufficio che guarda sul retro e li hanno chiusi dentro, impedendo loro di muoversi da quella stanza. Hanno perfino cercato di tranquillizzarli, assicurando che non ci sarebbero state conseguenze.

Sono stati minuti di terrore perché nessuno degli ostaggi poteva immaginare cosa stesse accadendo a pochi metri da loro, dove i rapinatori si sono ritrovati soli, liberi di agire. Uno dei due ha raggiunto le casse, prelevando tutto il denaro che ha trovato, tra euro, dollari americani, canadesi, australiani e franchi svizzeri. L’altro ha provato comunque ad aprire la cassaforte centrale, digitando numeri a caso, senza però raggiungere l’obiettivo. Mentre si muovevano indisturbati nessuno degli ostaggi ha avuto il coraggio di lanciare l’allarme ai carabinieri ed è stato dunque un cliente entrato subito dopo il colpo a capire che qualcosa non andava. L’uomo ha notato i due che si allontanavano e una volta dentro si è guardato attorno, si è accorto che il locale era vuoto e quindi ha sollecitato l’intervento degli uomini dell’Arma, che sono arrivati in banca e hanno sollecitato i vigili del fuoco per aprire la porta dell’ufficio bloccata dai rapinatori e liberare impiegati e clienti. Per i carabinieri, agli ordini del capitano Vincenzo Falce, è cominciato il lavoro di ricostruzione, che passa innanzitutto attraverso le testimonianze dei presenti. Sono state studiate, poi, le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza, che mostrano come si sono svolti i fatti e potrebbero rivelarsi utili a risalire all’identità dei due rapinatori, uno dei quali con un tatuaggio sul collo, arrivati qui con ogni probabilità dalla Campania.

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