Rapina in centro, catturata la baby gang

9 Maggio 2024

Un 30enne accerchiato, picchiato e derubato di 300 euro e del telefono. La polizia incastra un 15enne tunisino e 2 egiziani

PESCARA. Lo hanno accerchiato in tre: prima gli hanno offerto dello stupefacente, poi lo hanno picchiato e infine gli hanno spruzzato lo spray urticante negli occhi per rubargli 300 euro e il cellulare. È successo a ora di pranzo in pieno centro, nella zona dei giardinetti del terminal bus della stazione, diventata luogo di ritrovo di baby gang, spacciatori e violenti. La vittima è un 30enne del Pakistan, appena arrivato a Pescara in pullman e finito sotto scacco di tre giovanissimi stranieri, due egiziani e un tunisino di appena 15 anni. La violenza brutale non è rimasta però impunita: il gruppetto di facinorosi è stato individuato e bloccato in via Regina Elena, con ancora una parte dei soldi e lo spray al peperoncino in tasca, oltre ad alcuni coltelli, al culmine di un’operazione coordinata tra gli equipaggi di Volante, Mobile e Reparto prevenzione crimine Abruzzo che ha portato all’arresto dei tre extracomunitari.
La rapina aggravata risale allo scorso lunedì intorno a ora di pranzo. Il luogo è quello sempre più multietnico che si allarga a ridosso del piazzale della stazione, tra corso Vittoio Emanuele e il reticolato di negozi gestiti da stranieri, un’area a forte densità criminale da tempo ostaggio di spacciatori e senza fissa dimora, come dimostra l’impennata di denunce per reati di natura predatoria e le numerose segnalazioni di passanti, viaggiatori e autisti dei pullman infastiditi dai comportamenti aggressivi e violenti di chi stazione nei giardinetti del terminal bus. In base al racconto fatto alle forze dell’ordine dal 30enne pakistano, l’uomo è stato accerchiato da alcuni giovani che lo hanno avvicinato con la scusa di offrirgli della sostanza stupefacente. Al suo rifiuto sono piovute giù le botte: calci, pugni e persino lo spray al peperoncino spruzzato sul volto. I giovanissimi prima di scappare gli hanno rubato i contanti che aveva con sé, circa 300 euro, e lo smartphone. Le ferite sono state medicate in Pronto soccorso e le lesioni sono state giudicate guaribili in sette giorni.
Appena arrivata la chiamata alla sala operativa della questura da parte di alcuni passanti, sono state avviate subito le indagini da parte delle pattuglie della squadra Volante, coordinate dal vicequestore aggiunto Pierpaolo Varrasso, e della squadra Mobile, guidata dal dirigente Gianluca Di Frischia. In supporto anche i poliziotti del reparto prevenzione crimine Abruzzo, impegnati nei servizi di osservazione, vigilanza e controllo, come da disposizioni del questore Carlo Solimene. Dopo le prime sommarie informazioni acquisite dagli agenti interrogando la vittima, è scattata la ricerca a tappeto degli aggressori tra le strade del centro. In poco tempo i poliziotti sono riusciti a individuare e bloccare i tre giovanissimi in via Regina Elena.
Si tratta di un 19enne e un neo 18enne, entrambi egiziani, e un 15enne della Tunisia. I tre stranieri avevano ancora parte delle banconote rubate, lo spray urticante e alcuni abiti indossati durante la rapina. Ma si erano parzialmente cambiati, probabilmente nel tentativo di non farsi riconoscere, e avevano scavato una buca nella sabbia per nascondere il cellulare rubato. Una volta fermati dagli agenti, i ragazzi hanno subito indicato il posto dove avevano occultato lo smartphone, avvolto in una busta di plastica azzurra sepolta sotto cumuli di sabbia, nel tratto di spiaggia davanti alla Nave di Cascella. Contemporaneamente gli investigatori hanno esaminato le immagini del sistema di videosorveglianza del Comune installate nell’area del terminal bus e hanno raccolto ulteriori elementi a carico del gruppetto di violenti. I tre sono stati quindi arrestati, posti a disposizione dell’autorità giudiziaria della procura della Repubblica di Pescara e della procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Sono stati inoltre denunciati per lesioni aggravate e due di loro anche per porto d’arma, essendo stati trovati in possesso di coltelli.
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