Rapina in centro con la pistola, arrestato

18 Giugno 2024

Bandito col passamontagna tenta di portare via lo scooter a un cittadino, ma i residenti danno l’allarme: preso tra gli applausi

PESCARA. Voleva quello scooterone a tutti i costi: un rapinatore è entrato in azione con una pistola in mano e con la faccia nascosta da un passamontagna. È accaduto nel pomeriggio di domenica in una Pescara invasa dai bagnanti. Ma il rapinatore non aveva fatto i conti con i residenti della zona centrale che hanno assistito alla scena dalle finestre e, immediatamente, hanno lanciato l’allarme e chiesto l’intervento della polizia. In pochi minuti, il rapinatore è stato arrestato dai poliziotti in moto tra gli applausi.
Sono stati minuti di paura nel centro di Pescara: in una strada bruciata dal sole, un rapinatore ha puntato un pescarese in moto e ha cercato di portarsi via il suo mezzo. Per riuscirci non ci è andato leggero: ha estratto una pistola e ha minacciato di usarla. Ma non è andata liscia come pensava: non è riuscito a salire sulla moto ed è dovuto scappare a piedi. E, dalle case vicine, è partita subito la chiamata alla polizia. E immediato è stato l’inseguimento. Decisivi i poliziotti in moto: si tratta di un servizio che il nuovo questore Carlo Solimene ha introdotto per garantire interventi tempestivi in caso di necessità. Con le moto – due Yamaha Tracer 9, considerate mezzi «performanti» e «adatti al tessuto pescarese» –, i poliziotti hanno dribblato il traffico e, in un pugno di minuti, sono arrivati sul posto fino a localizzare il rapinatore. E l’hanno acciuffato. Per il rapinatore è scattato l’arresto per il reato di tentata rapina. I poliziotti hanno sequestrato anche la pistola e il passamontagna. Ci sarebbe anche un video dell’assalto sfumato. Tutto è accaduto nel pieno di centro di Pescara: ad assistere alla scena una piccola folla che, entusiasta, ha applaudito i poliziotti. Ma, al di là degli applausi, quello che in questura è stato davvero apprezzato è il senso civico dei pescaresi che, di fronte a un reato, non si sono girati dall’altra parte ma hanno segnalato il tutto alle forze dell’ordine. Quando aveva presentato il servizio di pattuglia in moto, il questore Solimene aveva parlato proprio di un valido contributo per la vigilanza, soprattutto sul lungomare, e di «un presidio di prossimità garantendo vicinanza alla gente così da aumentare la percezione della sicurezza».