Rapina in villa, caso sicurezza: vertice con le forze di polizia

27 Gennaio 2023

Il prefetto convoca il tavolo in Comune dopo l’assalto armato a casa di Saturnino De Cecco, al Colle Tra le priorità, il collegamento del sistema video delle autostrade con quello delle targhe del Ministero

MONTESILVANO. L’assalto alla villa dell’imprenditore Saturnino De Cecco nella zona collinare di Montesilvano e la questione sicurezza sono stati al centro, ieri mattina, di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che per la prima volta si è tenuta a Montesilvano. Riunione, presieduta dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, e svoltasi in municipio, a cui hanno preso parte il sindaco Ottavio De Martinis, il questore Luigi Liguori, il comandante provinciale dei carabinieri Riccardo Barbera, che si occupa anche delle indagini, e il comandante provinciale pro tempore della guardia di finanza Giuseppe Pastorelli.
CITTÀ DI 53MILA ABITANTI Durante il tavolo, dati alla mano, è stato ribadito che a Montesilvano, terzo comune della regione con oltre 53mila abitanti, che raddoppiano nel periodo estivo, non c'è un allarme sicurezza. «Non ci sono livelli di particolare allarme», è stato detto. «Dall’analisi dei dati emerge che la percentuale di reati ogni centomila abitanti si attesta al 3,11, inferiore anche rispetto al dato provinciale di 3,32%». Quindi, è stato sottolineato come l’attività delle forze dell'ordine sia «incisiva e costante». A dimostrarlo sono gli arresti e i sequestri effettuati. Solo nell'ultimo quadrimestre, i carabinieri hanno arrestato 20 persone in città e sequestrato 15 chili di droga. È stato poi ricordato lo sgombero del palazzo di via Lazio 61, che era diventato un simbolo di degrado.
NUOVI VIGILI L’amministrazione comunale, attraverso il sindaco De Martinis, che ha tenuto a ringraziare prefetto e forze dell’ordine, ha fatto presente che di recente proprio per rafforzare la sicurezza sul territorio è stato potenziato l’organico della polizia locale con l’entrata in servizio di 7 nuovi agenti ed è stato elaborato un progetto di potenziamento del sistema di videosorveglianza.
LE TELECAMERE
E a proposito di telecamere, durante la riunione è stata sottolineata l'importanza di avere un collegamento con il sistema di riconoscimento delle targhe del ministero dell’Interno. Mercoledì, su questo, si è tenuta una riunione in prefettura, alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti di Anas e della società Autostrade, in cui si è discusso della opportunità, per contrastare la criminalità, di collegare i sistemi video di controllo del traffico sulle autostrade al sistema di riconoscimento delle targhe del ministero dell’Interno. E ciò per monitorare e segnalare, alle sale operative, tutte le targhe dei veicoli in transito sul territorio e individuare in tempo reale veicoli sospetti o rubati, la cui targa è presente nei database delle forze dell’ordine. Una necessità emersa ancora di più dopo la rapina di lunedì.
LA RAPINA E LE INDAGINI Le attenzioni dei carabinieri sono tutte concentrate sull’Audi R6S, vettura molto veloce e potente, su cui i banditi sono fuggiti dalla villa di De Cecco dopo essersi portati via orologi di ingente valore e preziosi, oltre a una pistola. L’Audi aveva una targa rubata, appartenente a una vettura fatta sparire pochi giorni prima nel Chietino. Un colpo studiato nei minimi dettagli da giorni e forse da settimane. Prima il furto nella provincia di Chieti, poi sopralluoghi e appostamenti per sapere come e quando entrare in azione e in quale modo scappare senza lasciare traccia. Ad agire, almeno cinque persone, quattro delle quali hanno compiuto materialmente la rapina, durata 40 minuti. Alle 21 di lunedì hanno atteso che la moglie dell'imprenditore, Sheila D'Isidori, insieme alla figlia di 7 anni, varcasse il cancello della villa e, appena è scesa dalla macchina, sono sbucate da una siepe e l’hanno aggredita alle spalle, facendosi aprire la porta dell'abitazione, dov’era già l’imprenditore. A quel punto, tre di loro hanno trascinato e chiuso in cucina la mamma e la bambina, , mentre un quarto uomo ha costretto De Cecco, picchiandolo e minacciandolo con coltelli e una pistola, ad aprire la cassaforte.