Rapinati 13mila euro al Centro scommesse

26 Giugno 2018

Corso Vittorio: bandito mascherato e armato di pistola assalta il locale in piena notte e si dilegua con l’incasso

PESCARA. Si è presentato nel cuore della notte con una maschera che gli copriva la faccia e una pistola in mano. Così, intorno alle 4 e mezza di ieri, un rapinatore solitario ha assaltato il “Centro scommesse 51” di corso Vittorio Emanuele, a un passo dall’incrocio con via Chieti.
E così, in una manciata di minuti, è riuscito a farsi consegnare dalla titolare, e a portarsi via, l’incasso accumulato fino ad allora dal Centro scommesse: circa 13mila euro. A quel punto, soddisfatto del bottino, il rapinatore mascherato si è dileguato scappando a piedi lungo le traverse vicine. A nulla è valso il tempestivo intervento dei carabinieri del Nucleo operativo diretti dal tenente Antonio Di Dalmazi che, allertati dalla centrale operativa del 112 a cui si era rivolta subito la titolare, hanno setacciato palmo a palmo la zona. Ma senza esito. Fortunatamente, considerando che il bandito era armato di pistola, non ci sono stati comunque feriti.
Ma per il Centro scommesse 51 di corso Vittorio Emanuele non è la prima disavventura del genere. A febbraio scorso, intorno a mezzanotte, un rapinatore si presentò all’interno del locale armato di un grosso coltello da cucina. Con quell’arma minacciò un cliente, costringendo il barista a consegnargli l’incasso, per un centinaio di euro, prima di darsi alla fuga in sella a un ciclomotore. Ma quella volta, però, andò male al rapinatore: i carabinieri, infatti, lo rintracciarono subito, e lui fu arrestato. Era un 38enne della provincia di Foggia, senza fissa dimora, che finì in carcere per rapina e ricettazione perché, dai successivi controlli, risultò che il ciclomotore su cui si era dato alla fuga era rubato. Una cattura avvenuta a tempo di record grazie alla dettagliata descrizione fatta dai testimoni. Le informazioni acquisite dai carabinieri risultarono sufficienti per indirizzare le ricerche al “Ferro di cavallo”, il complesso popolare dell’Ater di via Tavo noto per lo spaccio di droga. L’uomo, volto conosciuto alle forze dell’ordine, si era nascosto in un sottoscala dove lo hanno poi trovato i carabinieri. Addosso aveva ancora un coltello, lungo 35 centimetri, e gli stessi abiti della rapina.
(s.d.l.)
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