Rapinato bracca un bandito e lo arresta

Città Sant’Angelo, il titolare di una rivendita di auto usate e un rappresentante legati e sequestrati da tre malviventi
SANT’ANGELO. «Ci hanno legato, puntato contro la pistola, minacciato di morte e picchiato. Sembrava di essere in un film western, purtroppo stava accadendo davvero». Con queste parole Tiziano Mascioli, titolare della concessionaria R. A. Motor di Città Sant'Angelo, racconta i drammatici momenti vissuti venerdì pomeriggio quando la sua attività è stata rapinata da tre malviventi armati che hanno sfogato tutta la loro rabbia contro il commerciante e una seconda persona presente nel locale. Mascioli ha tuttavia trovato la forza, e il coraggio di reagire: «Ho braccato uno dei tre banditi e l’ho fatto arrestare».
Tutto è cominciato intorno alla 16.30 quando nella concessionaria di auto usate, moto e quad di viale Matrino – il tratto di nazionale che collega Montesilvano a Silvi passando per Marina di Città Sant'Angelo – hanno fatto irruzione tre uomini con occhiali da sole e cappuccio della felpa in testa. Per una pura casualità, in quel momento, Mascioli, 42 anni di Silvi, si trovava nella concessionaria con un rappresentante di sistemi di sorveglianza che, a sua volta, è stato vittima della furia dei rapinatori.
«Sono entrati velocemente nell'ufficio, uno dei due aveva in mano una pistola che ha caricato e me l'ha puntata addosso chiedendomi le chiavi di una Golf 7 parcheggiata nel piazzale», racconta Mascioli. «Ho spiegato loro che si trattava dell'auto di mia sorella e che non avevo con me le chiavi. Allora mi hanno chiesto le chiavi di un’Audi A3 nera e anche in quel caso ho detto di non averle». Di fronte al rifiuto del concessionario, l'uomo armato ha ordinato ai due complici, tutti dall'accento meridionale, di legare i malcapitati. «Hanno iniziato a darci schiaffi e pugni», prosegue ancora scosso il commerciante, «poi ci hanno buttato a terra e legato le mani dietro la schiena con il nastro isolante. Il rappresentante è stato colpito alla testa con il calcio della pistola mentre io ho ricevuto un calcio allo stomaco. Ci hanno minacciato di morte se avessimo raccontato quanto accaduto». A quel punto, due dei malviventi hanno trovato le chiavi e sono fuggiti con l'Audi mentre il terzo è rimasto a controllare gli ostaggi.
«Io sono riuscito a liberarmi una prima volta, ma il rapinatore mi ha legato nuovamente», dice Mascioli, «poi ha preso le chiavi di una Panda, ci ha chiuso dentro l’ufficio, ed è scappato a bordo dell’utilitaria». Sebbene molto spaventato, Mascioli è riuscito a liberarsi, a uscire dal retro della concessionaria, a salire su una Panda e mettersi all'inseguimento del malvivente, approfittando del traffico intenso sulla nazionale e della buona conoscenza di alcune strade secondarie. Subito dopo il ponte sul Saline, messo alle strette, il bandito ha abbandonato la Panda rubata e ha provato a fuggire a piedi, ma è stato raggiunto da Mascioli che per bloccarlo l'ha semi investito attendendo l'arrivo dei militari che nel frattempo aveva provveduto ad allertare .
Intanto, dei testimoni hanno provveduto a liberare il rappresentante. Capitanati dal comandante Vincenzo Falce, i carabinieri sono giunti sul posto e hanno arrestato l'uomo, È Nicola Antonio Zumbo, 48 anni, di Reggio Calabria con precedenti per rapina. Nessuna traccia, invece, degli altri due malviventi, dileguatisi a bordo dell'Audi nera. Ad aiutare i carabinieri a rintracciare i rapinatori potrebbe essere tuttavia una fotografia scattata da uno dei testimoni a due dei tre banditi. Le vittime dell'aggressione sono accompagnate al Pronto soccorso per medicare escoriazioni e contusioni guaribili in sette+ e 10 giorni.
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