«Rapinato di 13mila euro in 6 secondi»

Il tabaccaio minacciato con un coltello alla gola racconta l’assalto davanti alla banca: «Non erano italiani, l’accento era dell’est»
FRANCAVILLA AL MARE. «In meno di 6 secondi mi hanno portato via più di 13mila euro». A parlare è il tabaccaio che lunedì sera è stato rapinato da due banditi davanti la filiale della banca Intesa San Paolo, sulla Nazionale Adriatica Sud, mentre si apprestava a versare l'incasso. Antonio (nome di fantasia) ricostruisce minuziosamente i minuti che hanno preceduto l'attacco dei malviventi: «Ho chiuso la tabaccheria intorno alle 19,45. Sono salito a bordo della mia vettura, parcheggiata lì davanti. Ho percorso un tratto di riviera, poi ho svoltato sulla Nazionale. Non mi sono accorto che mi seguissero. Arrivato davanti alla banca, circa 10 minuti dopo, sono sceso dalla mia auto e solo a quel punto è partito l'assalto da parte dei due rapinatori, che mi seguivano a bordo di un Beverly e indossavano con il casco integrale. Uno mi ha spinto contro un'auto ferma e mi ha puntato il coltello alla gola. L'altro si è avvicinato dicendomi “Caccia i soldi”, mi ha messo le mani in tasca e ha preso le banconote. Poi è tornato velocemente alla moto, mentre il primo mi teneva fermo con il coltello ancora puntato. Qualche istante e quando era tutto pronto per la fuga mi ha lasciato, salendo a bordo dello scooterone che si è dileguato verso nord».
Ma sono state proprio quelle pochissime parole, dette da uno dei due malviventi, a far capire ad Antonio che si trattasse di stranieri: «L'accento era dell'est. Non saprei dire se albanese o romeno, ma non erano italiani». Nella sua tabaccheria guarda e riguarda le immagini delle telecamere di sorveglianza, insieme agli inquirenti, nella speranza di riuscire a carpire un particolare che possa aiutare le indagini: «Le ho riviste mille volte, non c'è nulla di anomalo. Secondo me mi hanno aspettato lungo il tragitto. Probabilmente si tratta di qualcuno che ha studiato le mie abitudini, che magari ci ha provato per più sere e alla fine ha trovato quella giusta. Io non vado tutti i giorni a versare, dipende dall'incasso. Certo è che la somma che avevo con me lunedì sera era piuttosto consistente, di solito verso meno soldi. Questo mi può far pensare che o i rapinatori sono stati molto fortunati, o hanno avuto informazioni». Una considerazione fatta anche alla luce delle modalità della rapina: «Già qualche anno fa ero stato vittima di una rapina, più classica se così possiamo dire. Una persona è entrata nel mio locale e sempre con un coltello mi ha costretto a consegnare l'incasso. Questa volta invece hanno studiato le mie mosse». Poi conclude: «Purtroppo la nostra è una delle categorie più a rischio. Il 90% dei clienti paga in contanti e a fine serata spesso siamo obbligati ad andare a versare, con tutti i rischi del caso, come dimostrano i fatti di lunedì sera».
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