Rapinato fuori da un Compro oro: in trappola la coppia di aggressori

Nei guai due 37enni: lui arrestato dalla polizia, lei agli obblighi di dimora. Sono i responsabili del colpo del 6 febbraio in via Venezia. La vittima, un giovane, venne derubata del portafoglio con 335 euro
PESCARA. Prima hanno finto cortesia e scambiato due chiacchiere con un giovane che stava entrando in un Compro oro. Poi, quando il malcapitato è uscito dall'attività, lo hanno rapinato di 335 euro. Per questo due persone, un uomo e una donna, sono state raggiunte in carcere da un provvedimento del giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio.
I due sono Guido Iezzi, 37 anni, residente a Pescara, e Carmen Rosati, residente a Forenza (Potenza), anche lei di 37 anni, e sono stati identificati e incastrati dal personale della squadra mobile, diretti da Dante Cosentino, anche grazie al contributo di un poliziotto della squadra volante che ha riconosciuto Iezzi.
I fatti risalgono al pomeriggio del 6 febbraio attorno alle 17,30, quando un giovane raggiunge il Compro oro di via Venezia. Prima di entrare, incrocia lì davanti due persone e scambia con loro qualche frase di cortesia. All'uscita proprio quei due si avvicinano, lo strattonano e minacciano di morte e si fanno consegnare il portafogli. In particolare, secondo la ricostruzione della polizia che poi si è occupata delle indagini, Iezzi afferra il malcapitato per il giubbino e si infila una mano nel giubbotto, facendo capire di avere un’arma: in questo modo, vuole indurre il giovane a consegnargli i soldi.
A supporto di Iezzi interviene all'istante la sua complice, sempre in base alla ricostruzione della Mobile: Rosati afferra al volo il portafogli della vittima, che contiene 335 euro, e i due spariscono. Al 113 arriva subito dopo la segnalazione dell'accaduto e la polizia acquisisce le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza del Compro oro, che hanno registrato tutto e sono utilissime ai poliziotti visto che uno degli addetti della Volante riconosce Iezzi, già noto per questioni legate alla droga.
Dei due non c'è traccia, nell'immediato, ma il giorno dopo i poliziotti incrociano casualmente la coppia e in quella circostanza lo stesso assistente capo in servizio alla Volante realizza chi sia la donna in compagnia di Iezzi, la stessa che è stata ripresa dalle telecamere durante la rapina.
E l'equipaggio nota anche che gli abiti dei due sono gli stessi indossati dai rapinatori il giorno prima. Per il giudice esistono «elementi concreti e certi» a carico della coppia. I due, sottolinea proprio il giudice, «sono dediti in maniera professionale alla realizzazione di reati contro il patrimonio e hanno dimostrato assoluta scaltrezza e professionalità delinquenziale, pianificando un piano delittuoso ben preciso, scegliendo la persona offesa tra i soggetti interessati all'acquisto di monili di valore e, quindi, certamente in possesso di denaro e simulando la detenzione di un’arma».
Visti i precedenti, poi, Iezzi dimostra «assoluta incapacità di autocontrollo», sostiene sempre il giudice, mentre la donna «ha deciso di affiancarlo nella realizzazione della rapina». Di qui, la decisione di applicare a Iezzi la misura della custodia cautelare in carcere, per prevenire la commissione di altri reati. Per la donna, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora a Pescara, sempre per scongiurare altri reati, con divieto di uscire dalle 20 alle 7. I due si sono visti notificare il provvedimento in carcere dalla Mobile.
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