Rapinatore scovato alla mensa Caritas

Rintracciato e arrestato dai carabinieri tre mesi dopo il suo complice. È accusato della rapina al benzinaio di Cappelle
PESCARA. Non l’ha tradito il complice, che anzi per tre mesi dopo la rapina e l’arresto, ha mantenuto il silenzio di chi il codice della mala lo conosce e lo sa rispettare. A tradirlo, invece, è stato il suo telefonino che, tramite l’aggancio delle celle telefoniche, i carabinieri sono riusciti a individuare nella zona alle spalle del carcere. Ma solo agli orari di pranzo e cena. Di qui l’intuizione che potesse trovarsi alla mensa Caritas di via Alento dove infatti, mercoledì mattina, lo hanno arrestato per la rapina del 19 settembre alla stazione di servizio Total Erg di Cappelle sul Tavo.
Si tratta di Ignazio Mallus, 58 anni, sardo con un lungo elenco di precedenti tra furti, rapine e una lontana accusa per tentato omicidio.
Secondo il gip che ne ha disposto l’arresto, la sera del 19 settembre Mallus è l’altro rapinatore che con il barese Andrea Saccente, arrestato quella sera stessa, aveva assaltato armato di mitra il benzinaio a cui, con l’arma puntata sul volto, si erano fatti consegnare l’incasso prima di scappare con i 470 euro e il computer portatile.
Una fuga rocambolesca iniziata a bordo di un Citroen Berlingo risultato poi rubato a San Benedetto del Tronto. Iniziata, perché il furgone fu intercettato da una pattuglia dei carabinieri di Spoltore. Gli intimarono l’alt, i rapinatori accelerarono e alla fine, al curvone di Cappelle, finirono fuori strada proseguendo la fuga a piedi tra le campagne infangate dalla pioggia di quella giornata. Dopo mezz’ora di caccia all’uomo, i carabinieri presero Saccente con i soldi della rapina ancora in tasca. Ma del secondo rapinatore nessuna traccia, nonostante il dispiegamento di forze che portò i militari a pattugliare tutto il territorio. Niente da fare se non ripartire da quello che avevano in mano: il mitra, risultato giocattolo e recuperato sul furgone abbandonato, e soprattutto il telefonino di Saccente.
E partendo dai tabulati telefonici del rapinatore arrestato, come ha spiegato il tenente Antonio Di Dalmazi che ha diretto le indagini del Nucleo Operativo e radiomobile, i carabinieri sono risaliti al numero di Mallus da cui, alla fine di un lavoro certosino, sono arrivati a esaminare una per una tutte le utenze cellulari che intorno alle 20,30 del 19 settembre avevano impegnato la zona della rapina. Così si è ristretto il cerchio e tra la rosa dei sospettati è stato individuato Mullas come responsabile del fatto. Ancora grazie alle celle telefoniche, i carabinieri della compagnia di Pescara coordinati dal maggiore Claudio Scarponi hanno agganciato Mullas nella zona tra Pescara e Montesilvano. Per settimane ne hanno seguito gli spostamenti fino a constatare che nelle ore di pranzo e cena il cellulare si trovava sempre là, nella zona di via Alento. Dove c’è la mensa Caritas e dove i carabinieri, mercoledì mattina, sono andati ad aspettarlo. E l’hanno arrestato. (s.d.l.)
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