Rapinatore solitario alla Bcc di Elice

6 Marzo 2019

L’uomo, italiano, ha agito a volto scoperto ed è fuggito su un’auto grigia. Si è fatto consegnare 2500 euro dal personale

ELICE. Si è presentato a volto scoperto in banca per mettere a segno una rapina. Armato di taglierino è entrato, ha chiesto di avere i soldi, li ha ottenuti ed è andato via con il bottino, fuggendo su un’auto che probabilmente era condotta da un complice. Sono in corso le indagini, da parte dei carabinieri della compagnia di Montesilvano, sul colpo di ieri alla Banca di Credito cooperativo di Elice. Si punta a risalire all’identità del bandito, un italiano che è riuscito a portare via 2500 euro. Gli è stato sufficiente mostrare l’arma per minacciare il personale presente: e nessuno, prudentemente, ha opposto resistenza in modo da evitare eventuali reazioni del malvivente che non si è minimamente preoccupato di coprirsi il volto.
Nell’istituto di credito c’erano solo gli addetti mentre non c’erano clienti. E il rapinatore, una volta ricevuti i soldi, è uscito dalla struttura ed è salito su un’auto grigia, per poi allontanarsi. È possibile che sul veicolo ci fosse un secondo uomo, un complice che ha fatto da palo ma anche da autista. Quando la rapina è stata segnalata ai carabinieri le ricerche sono scattate rapidamente, anche sulla base delle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza della banca che ha ripreso il malvivente in azione. Nell’immediato le ricerche non hanno avuto esito ma gli uomini dell’Arma stanno lavorando per raccogliere quanti più elementi possibile, tra testimonianze dei presenti e telecamere. E potrebbe volerci un po’ prima di risalire all’autore del colpo, sempre che sia possibile e che si tratti di un volto già noto alle forze dell’ordine.
A Elice c’era già stata una rapina alla Bcc di Castiglione Messer Raimondo. Era il 31 agosto del 2017 quando un uomo riuscì a portare via dalla banca 25mila euro dopo essersi coperto il volto con un berretto con visiera, occhiali e una calza in nylon. Era armato di pistola e all’esterno c’era la figlia ad attenderlo, su un furgone, come accertato dai carabinieri che si sono occupati delle indagini e hanno arrestato i due presunti responsabili. All’epoca durante gli accertamenti sono arrivate delle conferme anche dall’esame del Dna, visto che il rapinatore ha perso il berretto, nella fuga. Nel giro di qualche mese, il caso è stato chiuso e la coppia di rapinatori è stata arrestata nel mese di dicembre 2017.
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