Rapine in casa, una lunga scia di violenze

L’ultimo caso a Lanciano, vittime i coniugi Martelli. Nel 2014 toccò a Stromei, pochi mesi fa ai Canta
PESCARA. Due rapine feroci nelle ville di Pescara solo nell’ultimo anno. E un’altra, balzata recentemente all’attenzione delle cronache nazionali per la ferocia spropositata dei malviventi che si sono scagliati contro la vittima tagliandole il lobo di un orecchio, è stata invece commessa a Lanciano nel settembre scorso.
Con l’episodio violento di lunedì pomeriggio a piazza Primo maggio, sono salite a due le rapine commesse nelle case del Pescarese nell’ultimo anno. Il 2018 si è aperto con l’irruzione di tre banditi in una villa di Pescara Colli di proprietà dell’imprenditore Mauro Canta, figlio di Lucia Cieri, alla guida della scuola Pitagora. Era il 6 febbraio quando tre uomini di nazionalità bosniaca, Ramo Mujkic e Satomi Hadzovic, entrambi 21enni, e Sevko Ramovic, 31 anni, residenti in un campo nomadi della capitale, forzarono l’ingresso dell’abitazione in via Crisologo, una traversa di via di Sotto, insieme a un quarto complice. Dopo aver tappato la bocca alla madre, picchiato e immobilizzato il figlio, armati di cacciavite minacciarono di morte entrambi, facendosi aprire la cassaforte e consegnare denaro, gioielli e altri oggetti di valore. I tre, già condannati a quattro anni di reclusione, hanno chiesto di patteggiare la pena e attendono adesso la decisione del giudice il prossimo 18 dicembre prossimo.
Qualche mese fa, il 23 settembre, una banda di giovani romeni si è invece introdotta in piena notte nella villa del chirurgo cardiovascolare in pensione, fondatore dell’associazione Anffas, Carlo Martelli, e di sua moglie Niva Bazzan, in località Carminiello di Lanciano. Un incubo per la coppia, sorpresa in piena notte, legata e malmenata dai ladri che cercavano una cassaforte che invece non c’era e che sono arrivati persino a recidere il lobo dell’orecchio destro della donna con una roncoletta. Cinque malviventi sono stati bloccati e arrestati dalla polizia a poche ore dalla rapina, mentre un sesto uomo è stato rintracciato e arrestato a Craiova, in Romania, dove nel frattempo era riuscito a fuggire. Risale invece a qualche anno fa un altro agguato analogo, accomunato agli altri per la ferocia degli aggressori. Si tratta della rapina commessa nel dicembre 2014 ai danni di Gianfranco Stromei, 77 anni, storico direttore generale dell’aeroporto d’Abruzzo, e di sua moglie Gabriella. Entrambi picchiati, minacciati e derubati di soldi e gioielli nella loro villa di via San Comizio, una traversa di via Andrea Doria.

