Rapine in serie con lo scooter, preso

I carabinieri bloccano l’autore di tre colpi. Utilizzava una pistola a pallini e indossava sempre gli stessi abiti
PESCARA. Per le rapine usava sempre gli stessi indumenti, che poi infilava nel bauletto di uno scooter, insieme al casco, e nascondeva il motociclo in campagna, nella vegetazione, per poi sparire senza lasciare traccia. I carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Pescara, agli ordini del capitano Massimiliano Di Pietro, hanno rintracciato quello scooter in un canneto, a Montesilvano, e da lì sono risaliti al rapinatore seriale che nel mese di maggio ha messo a segno tre colpi e ne ha tentato un quarto, spostandosi tra i comuni della provincia di Pescara e Francavilla.
Si tratta di Gino Di Giulio, 30 anni, di Montesilvano, finito in carcere per i reati di rapina aggravata in concorso e ricettazione. A disporre l'arresto è stato il gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine su richiesta del pm Andrea Papalia alla luce delle indagini portate avanti dai carabinieri, risultate particolarmente complesse visto che il rapinatore agiva sempre alla guida di uno scooter rubato, camuffato e con il casco, rendendosi quindi irriconoscibile.
Tre i colpi di cui si è reso responsabile, dicono i militari dell'Arma, coordinati dal comandante provinciale, il colonnello Paolo Piccinelli, e dal comandante del Reparto operativo, il tenente colonnello Giovanni Di Niso. In due casi, l'8 e il 13 maggio, il rapinatore ha preso di mira i distributori "Martina Carburanti" di Moscufo e Città Sant'Angelo mentre il 12 maggio ha raggiunto l'ufficio postale di via Togliatti, a Montesilvano, dove è stato particolarmente aggressivo, sbattendo la pistola sul tavolo e minacciando di morte i presenti. Complessivamente è riuscito a portare via circa 5mila euro e, dopo questi colpi, sempre in base alla ricostruzione dei carabinieri del capitano Di Pietro, raggiungeva il suo nascondiglio, in campagna, e abbandonava lo scooter Aprilia Leonardo di colore grigio, rubato al centro di Pescara il 15 aprile. Dentro c’erano un giubbotto, un casco grigio, una pistola soft air calibro 8 e materiale per coprirsi il volto, cioè gli indumenti e gli attrezzi da lavoro dell’indagato.
A sbloccare l'attività degli investigatori sulle rapine di maggio è stato il ritrovamento dell’Aprilia, in un canneto di Montesilvano.
Lo scooter e il contenuto del bauletto, sistemati in collina, al riparo da occhi indiscreti, hanno fatto scattare i sospetti dei carabinieri che hanno ricollegato il tutto al misterioso rapinatore seriale. Studiando nei minimi dettagli le immagini del bandito, ripreso dalle telecamere dei distributori di carburante e dell’ufficio postale, i militari dell'Arma sono riusciti a sovrapporre alla perfezione alcuni elementi.
Abbigliamento, scooter, casco e pistola del responsabile dei colpi erano identici a quelli trovati nel canneto. A quel punto è scattata la trappola: gli investigatori hanno atteso l'arrivo di Di Giulio, volto noto per i militari dell’Arma di Montesilvano, e lo hanno pedinato, sventando una rapina che avrebbe messo a segno il 15 maggio nel distributore di carburanti "Ok" di Francavilla al Mare.
Le indagini proseguono per identificare il suo complice, che ha agito con lui a Città Sant'Angelo ed è stato ripreso dalle telecamere sullo scooter.
Intanto una prima risposta è arrivata con l'arresto di ieri»,dice Piccinelli, «frutto di "un’attività investigativa impegnativa, effettuata con i metodi tradizionali, che ci ha portato a mettere insieme tanti piccoli tasselli».
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