Rapine sulla riviera 16enne finisce in arresto

Il bullo era rinchiuso in comunità da 4 mesi ma si è mostrato ancora aggressivo Adesso il Tribunale per i minori ne ha disposto la detenzione in un istituto
PESCARA. Nella comunità per minorenni ha avuto un comportamento «non consono alle regole» e si è mostrato «aggressivo». Ecco perché un giovanissimo rapinatore di Pescara, appena 16enne, ha dovuto lasciare la comunità dove era finito a maggio ed è stato rinchiuso all’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, in regime di detenzione. Lo ha disposto il Tribunale dei minorenni dell’Aquila.
Il ragazzino è uno dei due bulli accusati di aver rapinato un 17enne e tentato di rapinare un 18enne, due amici della provincia di Pescara che sono stati bloccati sul lungomare nord di Pescara il 6 marzo, mentre passeggiavano con un altro giovane. Il 16enne ha agito in compagnia di un 15enne, quel giorno, come ha appurato il personale della squadra mobile di Pescara, che ha raccolto elementi a carico della coppia.
Il 6 marzo i tre giovani finiti nel mirino dei bulli hanno vissuto alcuni minuti di terrore. Dopo aver incrociato un gruppo di balordi e aver battibeccato con loro perché li stavano filmando i tre sono stati avvicinati e trattati in malo modo, fino all’aggressione, verbale e fisica.
Il primo a vedersela brutta è stato il 18enne, che è stato preso da parte dal 16enne ed è stato minacciato. «Svuota le tasche, altrimenti da qua non esci vivo. Tu sai chi sono io e cosa sono capace di farti», si è sentito dire. Poi il bullo ha infilato le mani nelle tasche del malcapitato e lo ha preso a schiaffi. Lui e il complice volevano i suoi soldi ma il 18enne ha reagito, si è liberato dalla presa e si è allontanato.
La stessa sorte è toccata subito dopo al 17enne che è stato afferrato per la giacca e trascinato dietro allo stabilimento balenare “Sole & Luna”. È stato bloccato e, nel frattempo, gli hanno infilato le mani in tasca per rubare il telefono cellulare, una sigaretta elettronica e circa 15 euro.
La paura è stata tanta, ma anche il desiderio di far individuare e acciuffare i responsabili. E così poche ore dopo la rapina una delle vittime ha raggiunto la questura con il padre e ha raccontato tutto. Uno degli amici presenti gli aveva chiesto di non farlo, per paura di ritorsioni, e lo aveva invitato a non raggiungere più Pescara, sapendo che la banda dei due rapinatori è pericolosa. Ma la vittima ha deciso comunque di parlare, facendo scattare le indagini della Mobile di Pescara che ha raccolto la testimonianza dei due giovani aggrediti e dell’amico che li accompagnava. Un aiuto è arrivato anche da Facebook, che ha svelato l’identità di uno dei bulli. Il 15enne, rintracciato dalla polizia, ha riconsegnato telefonino e sigaretta elettronica e ammesso le proprie responsabilità ma per lui e il complice è stato disposto il ricovero in comunità, a maggio. Nella struttura, però, il 16enne non si è mostrato diligente. E per lui si sono aperte le porte dell’istituto penale, dove è stato condotto due sere fa dal personale della sezione anti-rapina della Mobile dell’Aquila.
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