Rapino (Pd): abbiamo lavorato casa per casa Peccato per Sulmona

21 Giugno 2016

Segretario Marco Rapino, il suo Pd è sembrato senza rivali. «Abbiamo dimostrato di essere il partito della gente e del territorio. E' stata premiata una squadra che ha lavorato tantissimo, ovunque...

Segretario Marco Rapino, il suo Pd è sembrato senza rivali.

«Abbiamo dimostrato di essere il partito della gente e del territorio. E' stata premiata una squadra che ha lavorato tantissimo, ovunque scegliendo i candidati sindaci giusti. A Roseto, ad esempio, abbiamo scommesso su Sabatino Di Girolamo, anche se è da ammettere che un pezzo del centrosinistra non ci aveva puntato. Ma al ballottaggio si sono ricreduti dopo una iniziale divisione. A Vasto, con Francesco Menna, c’è una squadra nuova che rappresenta una grande voglia di rinnovamento. Una vittoria sofferta, è vero, ma proprio per questo più ambiziosa. Poi Lanciano, con la vittoria di Mario Pupillo, anche lui con tanti ragazzi che hanno animano una campagna elettorale negli ultimi giorni casa per casa».

Una campagna alla vecchia maniera?

«Esattamente. C’è stata tutta una comunità politica che si è mossa, assumendosi la responsabilità di collaborare per il risultato finale. Si è dimostrato che cosa vuol dire essere capaci di selezionare i giusti candidati, animando i circoli di partito per tutto l’arco dell’anno e negli anni, non solo a ridosso degli appuntamenti elettorali. Abbiamo unito i circoli costantemente, con confronti su temi stringenti come il decreto Lorenzin, affrontando il dissenso ma sempre con la barra dritta. Un metodo che, ad esempio, a Vasto ci ha premiato».

Però non sono tutte rose e fiori: vedi la questione Sulmona.

«A Sulmona, mi dispiace dirlo, il Pd ha partecipato alla caduta del suo sindaco Peppino Ranalli, e per questo io ho commissariato il partito e non ho accettato di concedere il simbolo Pd ad alcuna lista civica. A Sulmona, città che non è riuscita a portare a termine ben quattro amministrazioni, il Partito democratico dev’essere ricostruito, rilanciando un progetto di stabilità, proprio a partire dal lavoro dal basso, con l’ascolto dei cittadini e il coinvolgimento dei circoli».