Rapinò market e sale slot 24enne condannato a 9 anni

2 Luglio 2014

PESCARA. Stangata per un giovane di 24 anni accusato di rapina aggravata e ricettazione, i reati per cui è stato condannato a nove anni. E’ questo il verdetto per Pietro Paolo Di Benedetto,...

PESCARA. Stangata per un giovane di 24 anni accusato di rapina aggravata e ricettazione, i reati per cui è stato condannato a nove anni. E’ questo il verdetto per Pietro Paolo Di Benedetto, palermitano di origine ma tempo domiciliato a Pescara. Per il giovane, assistito dall’avvocato Daniela De Sanctis, il pm Anna Rita Mantini aveva chiesto sei anni ma il collegio ha aumentato la pena condannandolo a nove anni.

Di Benedetto era accusato di tre rapine a Villa Raspa di Spoltore messe a segno il 24 gennaio, il 6 e il 13 febbraio del 2013, alla sala slot Lucky House e per due volte al supermercato Todis. Il 20 giugno dello scorso anno Di Benedetto, ex dipendente della sala slot poi rapinata, era stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Pescara coordinati dal capitano Claudio Scarponi nel suo appartamento in centro a Pescara ma del bottino, i novemila euro della sala slot e i seimila per i due colpi al Todis (3.500 nel primo e 2.500 nel secondo), non si era trovata traccia.

A incastrarlo era stata un’impronta lasciata sulla Fiat Cinquecento utilizzata per i primi due colpi e abbandonata. Un’impronta che, secondo le indagini, corrispondeva a quella di Di Benedetto e riscontrata con le immagini delle telecamere di videosorveglianza registrate durante le tre rapine. Di Benedetto aveva agito, inoltre, con un complice che non è stato trovato. Il modus operandi dei due rapinatori era collaudato: il primo armato prendeva i soldi mentre il secondo teneva a bada clienti e dipendenti.

I carabinieri della compagnia di Pescara dopo le rapine avevano poi rinvenuto le auto rubate dai due e usate dai rapinatori. Proprio sulle auto sono state poi rilevate dal Ris dei carabinieri tracce per arrivare al Di Benedetto. Ieri mattina, il verdetto: nove anni per rapina aggravata e ricettazione. (p. au.)

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