Rapporto Arta: preoccupa solo l’ozono

Sparite le emergenze per polveri sottili e smog. Imprudente e Campitelli: aria respirabile
PESCARA. Non destano allarme i dati sulla qualità dell’aria che emergono dalla relazione preliminare diffusa dall’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). I valori mostrano concentrazioni medie al di sotto dei limiti di legge per quasi tutti gli inquinanti. Più alti, invece, in alcune zone della provincia di Pescara e Chieti, i valori di ozono, componente gassoso che si forma in atmosfera a seguito di reazioni chimiche in presenza di forte irraggiamento solare. «Lo stato della qualità dell’aria nella nostra regione», commenta il vice presidente della Regione Abruzzo con delega all’Ambiente, Emanuele Imprudente, «è buono ovunque, anche nell’agglomerato Chieti – Pescara che conta oltre 280.000 abitanti».
I livelli delle polveri sottili (PM10), per tutto l’arco dell’anno passato, non hanno mai raggiunto il valore di 40 microgrammi/m3, limite imposto dalla norma. Stesso trend per quanto concerne il numero massimo di superamenti annui previsti dalla legge: in nessuna delle 16 stazioni di misurazione gestite da Arta Abruzzo, infatti, è stato superato il valore limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/m3) per oltre 35 giorni. Dalla lettura del dato emerge che i valori più elevati, comunque al di sotto dei limiti consentiti, sono stati raggiunti nelle centraline dell’agglomerato urbano che include i sei Comuni di Chieti, Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino e Francavilla al Mare. Valori più bassi sono stati invece registrati nelle province di Teramo e L’Aquila. «Le politiche ambientali adottate dalla Regione Abruzzo», afferma Nicola Campitelli, assessore regionale che detiene l’altra parte della delega all’Ambiente, «si stanno rivelando efficaci. Puntiamo a ridurre ulteriormente le emissioni nell’agglomerato Pescara – Chieti e a mantenere sotto controllo la qualità dell’aria dell’intera regione, proseguendo sulla via dello sviluppo sostenibile attraverso una concreta pianificazione integrata energetico-ambientale».
Dalla relazione Arta emerge, inoltre, che i livelli annuali di PM 2,5, ovvero del cosiddetto particolato fine, sono risultati inferiori al valore obiettivo di 25 microgrammi/m3 su tutto il territorio regionale. Anche per questo inquinante, le centraline ubicate nell’agglomerato Chieti-Pescara evidenziano valori più alti rispetto alla zona caratterizzata “a maggiore pressione antropica” che ricomprende anche i comuni di L’Aquila e Teramo.
Entro i limiti anche le concentrazioni medie di Biossido di Azoto (40 microgrammi/m3), inquinante legato al traffico veicolare, i cui valori sono risultati ovviamente più elevati nei centri abitati delle principali città ed in particolare a Teramo. Non destano preoccupazione, infine, i valori di benzene, monossido di carbonio e anidride solforosa, che sono estremamente bassi su tutto il territorio. (c.s.)

