Rapporto Iss: così i no vax si ammalano 7 volte di più

Gli esperti: «Per i non immunizzati sono + 10 le possibilità di finire intubati»
I non vaccinati hanno sette volte più possibilità di ammalarsi e di finire in ospedale per il Covid rispetto ai vaccinati e dieci volte di più di finire in terapia intensiva. Lo dice, numeri alla mano, l’Istituto Superiore di Sanità: nel mese di ottobre in Italia sono stati ricoverati 2.900 no vax sul totale di 8,3 milioni, quindi 35 persone ogni centomila. I vaccinati che hanno ricevuto la seconda dose entro sei mesi, invece, sono finiti in ospedale in 1.774 su un totale di 39 milioni di persone, quindi con un incidenza di meno di 5 ogni centomila abitanti. Così è dimostrata, senza possibilità di smentita, l’efficacia del vaccino.
Calando le proporzioni sui numeri abruzzesi, si può stimare che i ricoverati non vaccinati nel mese scorso siano stati 47 su un totale di 89 nel mese di ottobre, quelli in terapia intensiva 7 su 11, nonostante i no vax in Abruzzo siano soltanto tra 150 e 173mila, mentre gli immunizzati quasi un milione.
I numeri, inoltre, permettono agli esperti dell’Iss di dimostrare che il vaccino protegge contro la variante Delta del virus – quella predominante - al 74,8% contro il contagio, al 91% contro il ricovero, al 94,7% contro la terapia intensiva e il 91,5% contro il decesso per Covid.
Ma l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità dimostra e conferma anche altri due fenomeni di cui si parla da settimane. Il primo: i giovani e gli anziani si contagiano di più, anche se per motivi diversi. Il secondo: dopo i sei mesi la copertura del vaccino cala drasticamente, fino al 50,2% di efficacia sul contagio e l’82,1% sulla malattia severa. Si rende necessaria la terza dose.
L’INCIDENZA
NEI CONTAGI
I non vaccinati si contagiano quattro volte di più dei vaccinati. L’incidenza per i primi è infatti di 484 casi ogni centomila persone no vax, mentre per i secondi è di 112. Rispetto ai vaccinati recenti, chi ha ricevuto la seconda dose ha il doppio di possibilità di contagiarsi.
I giovani non vaccinati tra i 12 e i 39 anni sono tra quelli più contagiati: in 509 ogni centomila. Cinque volte di meno rispetto ai coetanei vaccinati. Tra chi è immunizzato, invece, il virus corre di più nella fascia di età lavorativa tra i 40 e i 59 anni.
Il vaccino salva gli anziani: sono quelli che si contagiano di meno se immunizzati, anche oltre sei mesi fa, ma sono invece quelli che più si contagiano tra i non vaccinati.
In Abruzzo, si stima che siano stati 1.211 i non vaccinati positivi nel mese di ottobre sul totale di 2.900, cioè il 41%. Non sono la maggioranza per l’effetto del paradosso statistico: i vaccinati, anche se più protetti, sono l’83% della popolazione con più di 12 anni, cioè oltre 800mila in più.
LA MALATTIA
SEVERA
Ogni centomila non vaccinati in Italia, ben 35 sono finiti in ospedale. Tra gli immunizzati entro sei mesi solo 5. Ben sette volte di più. La possibilità di finire intubati in terapia intensiva è invece dieci volte superiore: l’incidenza è di 4 contro 0,4 dei vaccinati. La possibilità di morire per le gravi complicanze del virus è invece quasi sei volte di più: incidenza di 4 per i no vax e di 0,7 per gli immunizzati.
LA NECESSITA’
DELLA TERZA DOSE
I dati del mese di ottobre contenuti nel rapporto dell’Iss lo dimostrano chiaramente: rispetto a chi ha ricevuto la seconda dose di recente, chi l’ha ricevuta da più di sei mesi ha il doppio di possibilità di contagiarsi, tre volte di finire in ospedale, sei volte di finire in terapia intensiva, quasi tre di morire per le complicanze del virus.
Questo spiega in parte anche perché stanno crescendo le ospedalizzazioni: accanto ai no vax, che sono la maggioranza della popolazione, nei reparti Covid stanno infatti tornando gli anziani con altre patologie che hanno ricevuto la seconda dose oltre sei mesi fa e non hanno ancora fatto in tempo a ricevere il richiamo extra. Questi numeri motivano pienamente l’appello degli esperti ad accelerare sulla terza dose e la corsa contro il tempo avviata dalle autorità sanitarie.
IL PUNTO SUI VACCINI
IN ABRUZZO
Sono 173.767 gli abruzzesi che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose del vaccino anti-Covid, cioè il 14,6% del totale della popolazione. Si tratta in gran parte dello zoccolo duro di no vax che non si riesce più a scalfire. Nell’ultima settimana, infatti, sono state soltanto 2.563 le prime dosi somministrate in regione, con una media di 366 al giorno.
Numeri bassissimi, soprattutto se li si paragona alla campagna di somministrazione della terza dose, che invece sta volando: 19.668 i richiami extra effettuati nell’ultima settimana, con una media di 2.809 al giorno e la punta di 4.498 di venerdì. Raggiunta quindi la quota di 60mila over 60 (14,13% del totale), di cui 30mila ultraottantenni, che hanno ricevuto la terza dose.
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