Ravasco, non ci sono più iscritti Cancellate medie e superiori

Deludenti i risultati degli open day, 30 docenti restano senza lavoro. La preside: «Si chiude un’epoca» Stamane alle 9 sit-in davanti alla sede di viale Bovio degli studenti dell’ultimo anno e dei genitori
PESCARA. Se ne va un pezzo di storia del Ravasco di viale Bovio. A giugno, cento anni dopo l'apertura della scuola a nord della città, chiudono due rami di studio, la media e il liceo. Vanno a casa 30 docenti e oltre 140 studenti. Non ci sono più iscrizioni, gli open day di gennaio non hanno dato i risultati sperati, solo 6 ingressi previsti per il prossimo anno scolastico. Un calcolo matematico che fa male al cuore. Alunni e famiglie sono stati avvertiti della decisione durante un incontro a scuola, sabato scorso. In segno di pacifica protesta, stamani alle 9, genitori e studenti degli ultimi corsi terranno un sit in davanti l'istituto di viale Bovio.
«Per attirare l'attenzione delle istituzioni, affinché ci aiutino a non far morire lentamente questa storica scuola», è l'appello lanciato dagli organizzatori della manifestazione, i rappresentanti di istituto Roberta Ferretti, Cinzia Brogneri, Susanna Leopardi e Paolo Montefalcone. L'obiettivo è promuovere una raccolta firme da inviare alle sedi istituzionali competenti.
La preside, suor Angelica Zippo, alla guida dell'istituto da un anno, non si tira indietro e chiarisce subito: «E' stata una decisione molto sofferta. Abbiamo comunicato la decisione alle famiglie sabato scorso e non è stato facile per noi. E loro non l'hanno presa bene. Siamo vicini alle famiglie, per noi è un dispiacere enorme. Ma non è stato possibile fare altrimenti, gli ultimi open day ci hanno consegnato quattro iscritti al liceo e due alla media. Si chiude un'epoca, abbiamo tentato di tutto». Una situazione economica deficitaria da alcuni anni, con il calo sempre crescente di iscritti e la crisi che morde. Le famiglie non ce la fanno. La scuola paritaria cattolica, che conta 55 dipendenti, si finanzia con le rette, da 2000 a 3200 euro l'anno (la mensa si paga a parte) più i contributi ministeriali e aiuti dalla Curia. Il sacrificio delle 19 suore, alcune molto anziane, è stato quello di «mettere da parte le logiche economiche» e continuare, anno dopo anno, a garantire «le attività didattiche e l'opera educativa», malgrado le difficoltà economiche. Rassicura suor Angelica: «Il Ravasco come istituzione rimane all’interno della città». La scuola dell'infanzia e la primaria, con 250 iscritti, vanno invece a gonfie vele per quanto riguarda le iscrizioni. «Sono rami fiorenti», conferma il dirigente scolastico, «che saranno ulteriormente potenziati». Dal sit in di oggi di alunni e genitori davanti alla scuola, uscirà l'idea di una raccolta firme da inviare alla Regione affinché prenda in carico le sorti dell'istituto che si avvia verso il secolo di vita.
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