Rdc, speranze per 2.439 ex percettori

26 Agosto 2023

Vanno subito avviati ai corsi di formazione lavoro. Il piano di Regione e Centri per l’Impiego

L’AQUILA. Reddito di cittadinanza, l’Abruzzo corre ai ripari. È fissato per il 30 agosto l’incontro a quattro per affrontare l’emergenza sociale e anticipare gli intoppi che si creeranno a settembre con la gestione della nuova misura, quella dei corsi di formazioni. Mercoledì prossimo quindi Regione, prefetture, Anci e Cgil si siederanno allo stesso tavolo partendo da un numero. Sono 2.439 gli occupabili in Abruzzo ai quali lo scorso 27 luglio, con un messaggio dell’Inps, è stato sospeso il sussidio. È il dato sul quale stanno lavorando i Centri per l’impiego della Regione in vista dell’avvio del programma “Supporto Formazione e Lavoro”, predisposto dal ministero del Lavoro per gestire la fase transitoria del Reddito di cittadinanza. Da settembre continueranno a percepire il Reddito di cittadinanza (fino al 31 dicembre) solo quei nuclei familiari al cui interno c’è un minore, un disabile o un ultra sessantacinquenne. A partire dal 1° gennaio, queste famiglie, potranno chiedere “L’assegno di inclusione”, una misura simile nei requisiti che però dovrà essere oggetto di un nuovo specifico decreto attuativo. Ai nuclei con componenti dai 18 ai 59 anni il pagamento del Reddito di cittadinanza invece è cessato e da settembre potranno eventualmente accedere al “Supporto per la formazione e il lavoro”, che vale 350 euro mensili erogati solo nei mesi in cui saranno attivi percorsi formativi.
«La Regione», esordisce l’assessore regionale al Lavoro Pietro Quaresimale, «sta lavorando in stretto raccordo con il ministero del Lavoro. Il programma voluto dal ministro Marina Elvira Calderone ha l’obiettivo di accompagnare i disoccupati all’interno di un percorso di formazione o riqualificazione professionale in grado di ricollocare gli interessati nel mercato del lavoro». Dei 2.439 disoccupati ai quali è stato sospeso il Reddito, 986 non hanno nessuna presa in carico; i rimanenti 1.453 sono disoccupati che in parte (800) hanno aderito al Programma Gol-Garanzia di occupabilità, e in parte hanno un Patto individuale di servizio già sottoscritto con il Centri per l’impiego di appartenenza. «L’attenzione maggiore dei Cpi», prosegue Quaresimale, «si concentrerà sui primi. La procedura condivisa con il ministero del Lavoro prevede che i disoccupati interessati dovranno presentare domanda sul sito dell’Inps o tramite Caf autorizzato. Successivamente entrerà in azione il Cpi che chiamerà il disoccupato, lo profilerà secondo le competenze che possiede per arrivare alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale che permetterà di avviare la formazione professionale. Su questo fronte», conclude l’assessore, «gli uffici regionali sono al lavoro. E la recente esperienza di Gol che ha portato alla profilazione di oltre 25mila disoccupati fa essere ottimisti sul rispetto dei tempi». (l.c.)