Reati ambientali lungo le coste «L’Abruzzo è al quarto posto»

PESCARA. Cresce in Abruzzo l’incidenza dei reati ambientali per chilometro di costa tanto da far salite la regione al 4° posto della classifica nazionale. Lo sostengono i numeri di “Mare Monstrum”,...
PESCARA. Cresce in Abruzzo l’incidenza dei reati ambientali per chilometro di costa tanto da far salite la regione al 4° posto della classifica nazionale. Lo sostengono i numeri di “Mare Monstrum”, il report di Legambiente sul mare violato in Italia e minacciato dall’aggressione criminale all’ambiente, presentato ieri dal sodalizio alla vigilia dell’anniversario dell’uccisione del sindaco e pescatore di Pollica, Angelo Vassallo, per tenere viva la memoria del suo impegno contro speculazioni e illegalità: Vassallo fu ucciso il 5 settembre 2010 per la sua battaglia per la tutela del mare e delle coste del Cilento contro speculazioni e illegalità. Per Legambiente nel 2022 sono stati accertati 19.530 reati ambientali lungo le coste italiane, in crescita rispetto al 2021. A farla da padrone è il ciclo illegale del cemento, seguito dall’inquinamento del mare - dai rifiuti alla mala depurazione - e dalla pesca di frodo. Aumentano anche le violazioni al Codice di navigazione. Il 48,7% dei reati è nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale con 3.345 reati (17,1% del totale nazionale). La Basilicata è prima per infrazioni per chilometro di costa.
Per il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «diventa fondamentale il lavoro dei sindaci, ma soprattutto dei prefetti. In Abruzzo le problematiche sono varie, per esempio la Regione ha fatto un passo avanti nella gestione del ciclo dei rifiuti con la crescita dei Comuni ricicloni. Noi però ci aspettiamo che entro il 2024 l'Abruzzo realizzi quelle opere necessarie e metta in campo le azioni per migliorare la situazione generale». Silvia Tauro, componente della direzione regionale di Legambiente e responsabile Youth4Planet Legambiente Abruzzo, ha aggiunto che «per l'Abruzzo i reati maggiori sono legati al ciclo del cemento e al ciclo dei rifiuti, alla mala depurazione e alla pesca di frodo. La particolarità del dato abruzzese è l'alta incidenza dei reati perché laddove il valore assoluto ci pone a metà classifica rispetto ai valori nazionali, l'incidenza dei reati ci dice invece che l'Abruzzo ha una concentrazione di illegalità diffusa e capillare che lo mette al quarto posto nella classifica, con un'incidenza che l'avvicina pericolosamente a quelle regioni a tradizionale infiltrazione mafiosa. I reati più diffusi restano quelli legati al ciclo del cemento e quindi abusivismo, cave illegali e occupazione abusiva del demanio marittimo e, in questo senso, Legambiente propone soprattutto per rispondere al ciclo del cemento, la possibilità normativa di abbattere le opere abusive mediante ordinanza dei sindaci e, laddove non si sia poi provveduto, intervenire mediante i prefetti. E poi arginare il fenomeno dell'abusivismo e dell'occupazione del demanio marittimo sia per la tutela ambientale sia per la fruizione della cittadinanza».
Ecco alcuni casi della classifica degli illeciti ambientali sul mare violato: il 48,7% dei reati è stato accertato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, con la Campania che guida la classifica nazionale (come visto prima), seguita da Puglia (2.492 reati), Sicilia (2.184), Lazio (1.741) e Calabria (1.490 reati). La Toscana è in sesta posizione come illeciti penali (1.442), ma è al secondo posto dopo la Campania come illeciti amministrativi (4.392), seguita dalla Sicilia (4.198 illeciti e ben 8.712 sanzioni). Per quanto riguarda la classifica delle infrazioni per chilometro di costa, la Basilicata si conferma prima regione come numero di reati e illeciti amministrativi accertati (32,7 ogni km) seguita quest'anno dall'Emilia Romagna con 29,1 infrazioni (era al quarto posto nel 2021), dal Molise (28), dall'Abruzzo (27,8 infrazioni per chilometro, pari a un totale di 3.493 reati e illeciti amministrativi distribuiti sui 125,8 chilometri di costa, e dal Veneto, con 24 reati e illeciti amministrativi per ogni chilometro.
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