«Reati in calo, Montesilvano è sicura»

13 Gennaio 2018

Domani il corteo contro droga e bivacchi, ma il sindaco assicura: «Territorio sotto controllo, abbiamo colpito l’illegalità»

MONTESILVANO. Eliminato il ghetto di illegalità di via Ariosto, chiusi i Cas (Centri di accoglienza straordinari), organizzati i Daspo (decreti di allontanamento), potenziati i controlli della polizia locale e i sistemi di videosorveglianza sul territorio, constatato che secondo le indagini del Comune i reati sono diminuiti, Montesilvano può dirsi una città sicura. E' la fotografia scattata dal sindaco Francesco Maragno alla vigilia della manifestazione contro bivacchi e degrado, domani alle 10 sul lungomare (altezza di viale Europa) organizzata dal Comitato civico #Riprendiamoci Montesilvano, di cui è portavoce Marco Forconi, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia.
Tra mercoledì e giovedì scorsi i volontari del comitato hanno sparso in giro per la città, nelle vicinanze del pontile di Fosso Cavatone, la pineta e via L'Aquila, una serie di cartelli con su scritto : "Zona soggetta a degrado: bivacchi e spaccio di droga" e "Abusivismo commerciale", a indicare le aree strategiche, dove secondo il comitato di Forconi, si svolgerebbero gli atti illeciti. L'iniziativa avrà anche lo scopo di raccogliere firme.
La petizione è «finalizzata alla redazione di un esposto attraverso il quale denunciare eventuali omissioni istituzionali». Attualmente, rivela il primo cittadino, sono 60 a Montesilvano i migranti ospitati nelle strutture dello Sprar, Sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo.
Sindaco, esiste davvero un problema di sicurezza, illegalità e abusivismo commerciale, come sostiene il comitato Riprendiamoci Montesilvano?
I dati oggettivi dicono che a Montesilvano i reati sono notevolmente diminuiti. La nostra amministrazione è l’unica ad aver messo in atto un piano articolato su più fronti, volto al potenziamento della sicurezza su tutto il territorio. Penso ad esempio alla serrata attività di contrasto alla prostituzione condotta dalla nostra polizia locale, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, e che solo nel 2017 ha portato ad elevare oltre 63mila euro di sanzioni. Tale azione è supportata dal progetto condotto dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, con la quale lavoriamo fianco a fianco da ben 3 anni, e che si occupa di liberare le ragazze dalla forma di schiavitù alla quale sono, purtroppo, sottoposte. Penso anche all’emissione dei primi decreti di allontanamento, i Daspo, che hanno visto il nostro Comune mettere in atto le novità introdotte dal decreto Minniti, proprio a tutela della sicurezza e del decoro urbano.
Quali sono le iniziative di contrasto all'illegalità messe in campo dall'amministrazione?
La nostra amministrazione si è sempre data da fare in questo senso. Non a caso abbiamo messo in atto, lo scorso maggio, lo sgombero delle due palazzine di via Ariosto che, oltre a essere occupate abusivamente da centinaia di immigrati, erano adibite a centrali di droga e contraffazione. Per oltre 20 anni la città ha chiuso gli occhi su quanto accadeva in quel quartiere, a ridosso della zona turistica della città. Ora i residenti e la collettività intera possono riappropriarsi di luoghi da vivere in sicurezza.
Il territorio è sufficientemente sotto controllo?
La nostra città può contare sul preziosissimo lavoro dei carabinieri, affiancati dai dalle altre forze dell’ordine. Dal 2017 abbiamo introdotto il terzo turno degli operatori della polizia locale, proprio per intensificare l’attività di controllo di tutto il territorio. Stiamo potenziando il numero delle telecamere di videosorveglianza, che rappresentano un deterrente e al tempo stesso alimentano la percezione di sicurezza di chi vive nel rispetto della legalità, puntandole proprio sui luoghi più sensibili.