«Reazione aggressiva per scarsa consapevolezza di sè»

27 Ottobre 2019

FRANCAVILLA AL MARE. Discutere per questioni banali, legate al traffico, alla guida. Perdere le staffe e reagire in maniera spropositata, con violenza. Senza pensare alle conseguenze. Perché avviene?...

FRANCAVILLA AL MARE. Discutere per questioni banali, legate al traffico, alla guida. Perdere le staffe e reagire in maniera spropositata, con violenza. Senza pensare alle conseguenze. Perché avviene? La psicologa e psicoterapeuta Rita Lorito, di Francavilla, spiega il motivo di tanta aggressività dietro a questioni banali.
Dottoressa, cosa scatta?
Uno psicoterapeuta, Harry David Johns, autore di “Paura e rabbia nel quotidiano”, ha evidenziato che sotto ogni reazione collerica si nasconde una paura che la alimenta e la rafforza. In effetti c’è negli individui tanta insoddisfazione, unita a frustrazione, ansia, paura, disorientamento. E molto spesso c’è poca consapevolezza sul livello personale di percezione di queste emozioni e sensazioni. La risposta più immediata è quella impulsiva, una reazione aggressiva che scatta di fronte a una banalità, come una mancata precedenza, un gesto o uno sguardo ambiguo. Quando la reazione non è mediata dalla razionalità si può arrivare a conseguenze pesanti.
Come si può evitare di reagire aggressivamente?
Quando l’individuo si trova ad affrontare una forte frustrazione tende a perdere la propria capacità decisionale e resta bloccato in una scelta forzata: ribellarsi o sottomettersi. La reazione che si scatena, dettata dall’ansia, è un tentativo di compensare il sentimento di inadeguatezza. Al contrario, la risposta dovrebbe essere la ricerca di una modalità adulta di risolvere il problema. Quando scatta la reazione aggressiva è molto difficile fermarsi, proprio per le componenti di impulsività e inconsapevolezza della reazione. La si può prevenire, però, attraverso l’autoconoscenza e l’autoriconoscimento della propria reattività. L’elaborazione di un sentimento collerico comporta l’entrare in contatto con il sentimento stesso, quindi l’identificazione e l’accettazione del sentimento per poi decidere cosa farne: verbalizzarlo, esprimerlo, diluirlo, sopprimerlo.(f.bu.)