Reddito cittadinanza e controlli: il Comune scova oltre 400 abusivi

26 Febbraio 2023

In totale sono 1.111 le domande prese in carico dal 2019, con verifiche periodiche da parte dell’ente Tra le cause di decadenza, anche l’indisponibilità a lavorare. L’assessore: così tuteliamo chi ha diritto

PESCARA. Sono costanti i controlli eseguiti dal Comune di Pescara per stanare i furbetti del reddito di cittadinanza, la misura di sostegno introdotta a livello nazionale a gennaio 2019. Sono oltre 400 quelli scovati dal Comune in questi quattro anni.
In totale gli assistenti sociali hanno preso in carico 1.111 domande. L’ente monitora periodicamente la regolarità dell’accesso al beneficio e lo fa su tre livelli diversi. Il primo riguarda l’anagrafica e la reale esistenza dei requisiti necessari per ottenere il sostegno economico, secondo quanto previsto per legge. Il secondo è un controllo mirato a verificare la congruenza tra l’Isee comunicato e la composizione anagrafica del nucleo familiare. Poi ci sono le verifiche che riguardano i patti di inclusione sociale, vale a dire quegli accordi che il percettore sottoscrive con il Comune, affinché si dia da fare per mantenere il reddito, partecipando a colloqui di lavoro e mettendosi a disposizione per attività utili alla collettività.
ANAGRAFICA L’articolo 2 del decreto legge che istituisce il reddito prevede che per accedere al beneficio si debbano possedere requisiti specifici economici, patrimoniali, di cittadinanza e di soggiorno, e cioè essere cittadini italiani, dell’Ue o di altri Paesi, in regola con il permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno 10 anni, e comunque negli ultimi due continuativamente. In questo ambito, l’ufficio anagrafe ha effettuato 320 segnalazioni, facendo scattare la pratica della revoca del diritto portata avanti dall'Inps.
ISEE Il secondo livello dei controlli riguarda la congruenza tra Isee dichiarato e composizione anagrafica. La verifica viene effettuata dai “Case manager”, ossia gli assistenti sociali, incrociando le informazioni dichiarate e quelle reperibili nell’ufficio anagrafe. In questo settore sono stati controllati a campione 355 percettori, di cui «l’80 per cento con esito positivo, e quindi in possesso dei requisiti specifici oggetto del controllo», fanno sapere dal Comune, «e il 20 per cento con esisto negativo perché non vi era corrispondenza tra la composizione del nucleo in anagrafe e quanto dichiarato dal richiedente nella domanda».
INCLUSIONE SOCIALE Ci sono altri motivi che possono portare alla decadenza del beneficio, e cioè se il percettore non si dichiara immediatamente disponibile al lavoro, ad eccezione dei casi di esclusione ed esonero; se non sottoscrive il patto di inclusione sociale e, ancora, se non aderisce ai progetti istituiti dal Comune. In queste circostanze scattano delle sanzioni che sono primi avvertimenti per arrivare alla decadenza del reddito. In caso di mancata presentazione a una convocazione per una prima volta, può essere decurtata una mensilità; due mesi in meno di beneficio di fronte a un secondo appuntamento mancato; e decadenza alla terza volta.
Le persone segnalate in questo ambito sono state in totale 105, di cui 71 per mancato appuntamento, 11 per l’assenza di dichiarazione di immediata disponibilità, 2 per aver rifiutato di firmare il patto, 21 per non aver partecipato ai Puc, i progetti utili alla collettività attivati dal Comune.
L’ASSESSORE «La strategia adottata da quest’amministrazione sin da subito», commenta l’assessore alle Politiche sociali, Adelchi Sulpizio, «è stata quella di porre in essere delle attività volte a fare le verifiche per evitare che ci fossero situazioni di persone che non hanno titolo nel percepire il reddito, andando così a discapito di quanti invece ne hanno diritto. Queste azioni di monitoraggio sono state svolte di concerto attraverso l’ufficio anagrafe e i servizi sociali per procedere poi alle segnalazioni previste dalla legge».