Reddito cittadinanza, scovati 24 furbetti

17 Febbraio 2021

C’è chi aveva vinto fino a 100mila euro al gioco, chi lavorava in nero e chi non ha denunciato tutto: intascati 275mila euro

PESCARA. Avevano vinto grosse cifre al gioco eppure continuavano a percepire il reddito di cittadinanza. In 24 sono finiti nella rete della guardia di finanza che, grazie a una serie di dati incrociati, è riuscita a smascherare i così detti “furbetti” del reddito di cittadinanza: il sussidio riservato ai più bisognosi senza lavoro o con un reddito molto basso. Avrebbero intascato indebitamente 275 mila euro.
Nella lista dei 24 denunciati dalle fiamme gialle ce ne sono 7 che, dagli accertamenti effettuati, risultavano avere a disposizione una significativa liquidità a seguito di vincite da giochi e scommesse superiori alla soglia di 6.000 euro, limite che impone al vincitore la comunicazione all’Inps della vincita entro 15 giorni. Complessivamente le vincite conseguite e non dichiarate in sede di richiesta dai sette percettori di reddito di cittadinanza ammontano a circa 400 mila euro: vincite che singolarmente oscillano dai 10 mila ad oltre 100 mila euro, come rilevato dai conti gioco dei singoli soggetti. E sì perché le vincite vengono registrate dal sistema dei vari giochi e quindi per la guardia di finanza è stato sufficiente effettuare una serie di riscontri sui dati personali dei vincitori, incrociandoli con i percettori del reddito di cittadinanza.
La concessione del sostengo economico, quale misura di contrasto alla povertà e alla diseguaglianza sociale è infatti subordinata a una serie di requisiti reddituali e patrimoniali, nonché alla cosidetta compatibilità che i nuclei familiari devono possedere cumulativamente al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio. Per cui è obbligo del percettore comunicare all'Inps ogni variazione di reddito, proprio per valutare se il beneficio spetta ancora o deve essere interrotto. Mentre i sette vincitori, benché avessero incassato cospicue vincite, qualcuno addirittura superiore ai 100 mila euro, si sarebbero guardati bene dal comunicare questo significativo cambiamento del reddito che avrebbe comportato la perdita di quel beneficio.
I militari del gruppo di Pescara hanno verificato la posizione di numerosi soggetti che hanno presentato le dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), la cui produzione è funzionale all’ottenimento del beneficio, nelle quali hanno omesso di evidenziare valori patrimoniali e reddituali determinanti ai fini della decisione sulla spettanza del reddito di cittadinanza. Tra gli altri indebiti percettori sono stati scoperti anche due lavoratori in nero, individuati nel corso di un accesso in azienda nell’ambito di controlli in materia di lavoro. A carico dei restanti “truffatori”, sono state accertate Dsu incomplete di vari dati di disponibilità patrimoniali o reddituali, dichiarati in maniera difforme e in misura minore di quelli realmente detenuti. Tutte queste posizioni illecite fatte emergere dai controlli delle fiamme gialle hanno quindi fatto scattare una denuncia alla procura della Repubblica per aver fornito dichiarazioni false e omesso informazioni dovute in sede di richiesta del reddito di cittadinanza e, contestualmente all’Inps per la revoca del beneficio e soprattutto per il recupero dei soldi indebitamente percepiti.
Questa attività della finanza fa seguito ad un'altra serie di accertamenti che la polizia economico finanziaria di Pescara aveva portato a termine un paio di mesi fa e che riguardava sempre il reddito di cittadinanza, di quei soggetti che avevano omesso di comunicare impedimenti legati a vicende penali come detenzione in carcere proprie o dei componenti il nucleo familiare.
Così i casi scoperti salgono in totale a 41 e le somme indebitamente percepite a 484 mila euro.
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