Reddito di inclusione a rischio per un errore
Ferrante denuncia: «Non correggono il codice fiscale, negato diritto a donna con tre disabili a casa»
MONTESILVANO. «La follia della burocrazia distrugge diritti e dignità degli esseri umani». Il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, Claudio Ferrante, accende i riflettori sulla storia di Clara (il nome è di fantasia), da mesi in attesa «di essere ammessa al Rei, progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa». La donna, residente a Montesilvano, ha tre disabili gravi in famiglia: il marito e due figli. Tutti i componenti della famiglia sono disoccupati. «Clara ha tutti i requisiti necessari per ottenere il Rei, ma sono mesi che è bloccata dalla burocrazia», dichiara Ferrante. «Il 5 febbraio 2018 ha inoltrato domanda al Comune di Montesilvano per accedere al reddito di inclusione. Dopo mesi, però, non è riuscita a ottenere né il beneficio economico né il progetto personalizzato previsto perché l’Inps di Roma non corregge il codice fiscale di uno dei figli con gravissima disabilità». A creare la problematica è una lettera: una “C” che andrebbe sostituita con una “K”. Un passaggio apparentemente molto semplice ma che, sottolinea Ferrante «sembra essere uno scoglio insormontabile. La signora Clara si è recata più volte alla sede dell’Inps di Montesilvano e ha incontrato la direttrice che, con attenzione ed empatia, ha scrupolosamente studiato la pratica. E’ stato, purtroppo, confermato che, se la sede dell’Inps di Roma non correggerà l’errore, e non si saprà quando e se questo accadrà, la signora perderà i benefici previsti dal Rei».
Il presidente di Carrozzine Determinate chiarisce, inoltre, che quello di Clara non è un caso isolato. «Ci sono situazioni simili che coinvolgono altri cittadini di Montesilvano. Cittadini che, nonostante la condizione di indigenza e disabilità, vedono le proprie domande respinte», aggiunge. «Una lettera “C” al posto di una “K” fa perdere dignità e diritti a famiglie che hanno bisogno di essere sostenute socialmente ed economicamente. Il Rei è una misura di contrasto alla povertà. Ci troviamo in una condizione kafkiana in cui l‘Inps che ha riconosciuto l’errore deve correggere se stesso e non può farlo perché quella lettera deve essere cambiata a Roma e non in Abruzzo. Chiediamo all’Inps locale e alla sede centrale di Roma di sbloccare questa pratica il più rapidamente possibile».
Rosa Anna Buonomo

