Reddito di inclusione sociale, battaglia vinta
Dopo la denuncia, l’Inps corregge il codice fiscale e restituisce il bonus a una mamma con tre disabili
MONTESILVANO. «Oggi mi è stata restituita la dignità». Tira finalmente un sospiro di sollievo Clara (il nome è di fantasia), la mamma di Montesilvano, disoccupata e con tre disabili gravi in famiglia, che per un assurdo errore burocratico da mesi era in attesa di essere ammessa al Rei, il progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa del Comune.
Dopo la denuncia sul Centro e l’intervento dell’associazione Carrozzine determinate, guidata da Claudio Ferrante, l’Inps ha provveduto alla correzione del codice fiscale della signora Clara, consentendole di non perdere la possibilità di accedere al reddito di inclusione. Contestualmente sono stati risolti numerosi casi simili afferenti alle sedi Inps in Abruzzo. «Grazie all’intervento di Ferrante», racconta Clara, «molti disabili come me hanno avuto le pratiche sbloccate all’Inps. Volevo anche ringraziare pubblicamente l’associazione Carrozzine determinate, perché non è la prima volta che molti disabili riescono a risolverei problemi come fisioterapie e indennità, e ringrazio anche il giornale Il Centro per l’impegno e la sensibilità».
La signora Clara aveva tutti i requisiti necessari per ottenere il Rei, eppure la sua pratica risultava bloccata da mesi a causa della burocrazia. Nonostante la presentazione della domanda il 5 febbraio scorso al Comune, infatti, per il via libera occorreva la sostituzione da parte dell’Inps di Roma di una lettera del codice fiscale di uno dei figli con gravi disabilità. Un passaggio apparentemente molto semplice, ma che è stato risolto soltanto dopo sei mesi.
«L’associazione Carrozzine determinate mette a segno l’ennesima vittoria, questa volta contro l’assurdità della burocrazia», rimarca Ferrante, «di pochi giorni fa il nostro intervento a fronte della disperata richiesta di una donna con tre disabili in famiglia, il marito e due figli, che a causa di un errore sul codice fiscale si vedeva negata la possibilità di accedere al reddito di inclusione. Siamo prontamente intervenuti, non solo sul caso specifico. Sono molte, infatti, le situazioni di chi incontra problemi per l’accesso ai benefici in materia anche di invalidità e inabilità per banalissimi errori amministrativi che possono però essere corretti solo dalla sede centrale Inps di Roma». (y.g.)
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