Reddito, occupabile un beneficiario su tre

30 Agosto 2019

Lunedì al via le convocazioni dai centri per l’impiego. Ogni navigator si interesserà di 264 persone

PESCARA . Sono 14.265 i destinatari del reddito di cittadinanza in Abruzzo. In Italia, invece, sono 704.595 e tra di loro, solo circa un terzo risulta “occupabile”. Lo rivela il quotidiano “Il Sole 24 Ore”, citando dati del Ministero del lavoro. Lunedì prossimo, intanto, i centri per l’impiego inizieranno a convocare i beneficiari della misura che sono in possesso dei requisiti per poter essere occupati.
In Abruzzo nel frattempo hanno preso servizio 54 navigator, figure previste nel decreto che ha istituito il reddito di cittadinanza, che dovranno dare una mano ai beneficiari della misura a trovare un’occupazione. In media, ogni navigator abruzzese (di cui 15 nella provincia di Chieti, 14 in nella provincia di Pescara e altrettanti in quella dell'Aquila, e 11 nella provincia di Teramo), dovrà rapportarsi con 264 fruitori del reddito.
Dopo l’ultima settimana di formazione in aula, dunque, i navigator contrattualizzati da Anpal Servizi diventeranno “operativi” nell’assistenza tecnica prevista all’interno dei centri per l’impiego.
Per i beneficiari del reddito di cittadinanza, invece, «l’ora del Patto per il lavoro scoccherà a partire dal prossimo 2 settembre», si legge sul sito di Anpal, «rispondendo alle convocazioni inviate dai centri per l’impiego. Da quel momento il beneficiario dovrà collaborare con l’operatore del cpi addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti tra i quali quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue (una in caso di rinnovo)».
I dati forniti dal ministero del lavoro indicano che la gran parte dei soggetti avviabili al lavoro risiede nelle principali regioni del sud Italia; circa il 65% dei beneficiari infatti proviene da Campania (178.370), Sicilia (162.518), Calabria (64.057) e Puglia (50.904). Ed è proprio in questi territori che i navigator dovranno impegnarsi di più visto che la distribuzione dei percettori del reddito di cittadinanza destinatari di politiche attive riflette fatalmente lo scenario occupazionale.
Le offerte di lavoro sono ritenute congrue in base a diversi parametri: duranti il primo anno è congrua un’offerta in una località in un raggio di 100 chilometri, raggiungibile in 100 minuti con i mezzi pubblici; la seconda offerta prevede invece un raggio di 250 chilometri, e la terza prevede che la destinazione possa trovarsi in qualsiasi posto d’Italia.
Non sono tenuti ad accettare posti di lavoro i beneficiari della pensione di cittadinanza, chi si prende cura di soggetti minori di tre anni di età o di componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti, chi frequenta corsi di formazione, e chi ha già un lavoro, anche se a basso reddito. (u.c.)