Referendum, udienza per D’Alfonso

22 Settembre 2017

Il governatore e il segretario regionale Pd Rapino indagati per abuso

PESCARA. Arriverà in udienza il 2 novembre al tribunale di Pescara la vicenda delle lettere per il Sì al referendum dello scorso 4 dicembre scritte dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Lo ha deciso il Gip Antonella Di Carlo che ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Salvatore Campochiaro.
Il presidente della Giunta Regionale e il segretario del Pd Abruzzo Marco Rapino sono entrambi indagati per abuso d'ufficio e violazione dei dati personali. Il procedimento nasce da alcuni esposti presentati Augusto De Sanctis, presidente del Forum H2O. «Ritengo fondamentale che le regole del gioco non siano prevaricate, soprattutto in scadenze fondamentali per la vita democratica del paese», ha spiegato De Sanctis ieri alla notizia dell’udienza. Negli esposti l’attivista segnalava l'invio al suo numero privato di cellulare di diversi sms «aventi finalità di propaganda elettorale», associate «al diniego di fornire nome e cognome di chi lo chiamava». Un successivo esposto verteva sulla lettera per il Sì al Referendum, che riportava lo slogan e l'indirizzo web «La Regione dice La Regione fa» che poi fu oggetto della decisione dell'Agcom nazionale di sanzionare la Regione Abruzzo. Un procedimento sarebbe stato aperto anche dal Garante della Privacy, attualmente in via di definizione dopo una richiesta effettuata alla Regione Abruzzo di delucidazioni circa il possesso dei dati personali. Il pm Campochiaro aveva disposto la richiesta di archiviazione ma il gip ha ritenuto di non poter accoglierla (su opposizione di De Sanctis) fissando l'udienza in camera di consiglio.
In una nota il governatore D’Alfonso scrive che nell’udienza «il giudice, ove ritenesse ammissibile l'opposizione, potrebbe indicare le attività di indagine da eseguire, ovvero disporre l'archiviazione. Si tratta, quindi, di una indagine preliminare per la quale non vi è stato esercizio dell'azione penale e, quindi, difetta l'esistenza di un imputato». «Massima fiducia nella magistratura», viene espressa da Andrea Catena, consigliere del governatore, il quale ribadisce che «non c'è stata alcuna confusione di ruolo tra l'attività istituzionale della Regione e del suo presidente e l'attività di partito, di cui il Presidente D'Alfonso è dirigente politico di primo piano e come tale impegnato nel sostenere le sue legittime convinzioni. Siamo certi che il Pd», conclude Catena, «abbia adottato tutte le misure opportune al fine di garantire il rispetto della tutela della privacy dei dati personali dei cittadini, previste dalle norme vigenti».