Refezione scolastica: il Comune taglia le tariffe

6 Gennaio 2019

Rispetto allo scorso anno le famiglie risparmiano fino a 80 euro per ogni figlio L’assessore Rosaria Parlione: «Ribasso reso possibile dalla lotta alla morosità »

MONTESILVANO. L’anno nuovo inizia con una bella novità per le famiglie di Montesilvano: costi più leggeri per l'asilo nido e la mensa scolastica.
Il ribasso è stato deliberato dalla giunta del sindaco Francesco Maragno ed è dovuto principalmente ai buoni risultati ottenuti nella lotta alla morosità che ha portato il Comune ad incassare un introito maggiore, consentendo di ridurre i costi di alcuni servizi a domanda individuale. In particolare, a beneficiare dell’abbassamento dei costi saranno i genitori dei piccoli montesilvanesi che frequentano l’asilo nido di via Chiarini e quelli dei 1300 alunni della scuola primaria Fanny Di Blasio dell’Istituto comprensivo Troiano Delfico, che effettuano il tempo pieno, per un totale di circa 150mila pasti serviti.
Nel primo caso, le tariffe scenderanno del 20 per cento, mentre nel secondo caso il ribasso varierà dal 20 al 4 per cento a seconda del reddito Isee in base al quale sono suddivise le fasce di prezzo dei pasti. «Certo non sono riduzioni drastiche, non possiamo permettercelo», evidenzia il primo cittadino, «ma è un segnale forte e quasi unico tra le amministrazioni locali e conferma la nostra attenzione massima al mondo della scuola. Fondamentale è stata la lotta alla morosità, non era giusto che le persone corrette dovessero pagare anche per quelli che fanno i furbi e, infatti, grazie a questa azione siamo riusciti ad abbassare le tariffe per tutti e a controllare che l’utenza servita si comporti seguendo le regole». Ovviamente, le tariffe sono state alleggerite agevolando ulteriormente le famiglie in difficoltà economica: si parte da un minimo di 2 euro a pasto, contro i precedenti 2,50 euro, per chi ha un reddito Isee fino a 10mila euro, fino ad arrivare a un massimo di 4,70 euro, contro 4,90 euro, per chi dichiara un reddito oltre i 20mila euro. Sono previste poi altre tre fasce intermedie per le famiglie con reddito compreso tra i 10 mila e i 13mila (2,60 euro a pasto), tra i 13mila e i 16mila (3,20 euro), e tra i 16mila e i 20mila euro (3,90 euro). «Per le mense è una riduzione importante», commenta l’assessore alla Pubblica istruzione, Maria Rosaria Parlione, «ma non arriva dal cielo. L’abbiamo potuta attuare perché abbiamo condotto un’azione forte per ridurre la morosità che è stata ridotta da una quota di oltre il 30 per cento all’attuale 4-5 per cento, si tratta di 20mila euro all’anno su 450mila di entrata totale. Un contributo», rivela, «è arrivato anche dal nuovo appalto in partenza, che ha ridimensionato un pochino il costo unitario dei pasti. Prendendo come riferimento una media di 20 pasti al mese per otto mesi all’anno, le famiglie che si trovano nella fascia Isee più bassa spenderanno 80 euro in meno per ogni figlio, e via via nelle ulteriori quattro fasce di reddito, il risparmio diventa di 64, 48, 48 e 32 euro».
Restano in vigore anche le agevolazioni per le famiglie con più di tre figli che utilizzano il servizio mensa e per i bambini che usufruiscono dei benefici dell'ex Legge 104/92. Nessuna novità, invece, per quanto riguarda il costo del trasporto scolastico, mentre la tariffa per l’utilizzo degli scuolabus comunali per visite guidate o viaggi di istruzione è stato uniformato a 1 euro a bambino per ogni uscita.
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